2,6 milioni di euro, a tanto ammontano gli introiti percepiti in due anni da Matteo Renzi per le conferenze che ha tenuto in giro per il mondo per conto di imprenditori tra cui i Benetton e Stati esteri tra cui l’Arabia Saudita.

“Renzi – dichiara sui social la Senatrice Paola Taverna –  si affanna a ripetere che quello che fa è trasparente e legittimo, evitando però di rispondere all’unica contestazione che gli viene rivolta: un senatore pagato con i soldi dei cittadini facendo queste cose si pone in una situazione di conflitto di interessi evidente, soprattutto quando è chiamato a prendere delle decisioni sui soggetti che hanno appena ordinato dei bonifici sul suo conto corrente”.

“Il vero punto qui per lui – prosegue Taverna –  è quindi scegliere se fare politica e dedicarsi alla sua attività parlamentare oppure dedicarsi al lobbismo. Tenere insieme entrambe le cose è inaccettabile”.

“Per noi del M5S è necessario e urgente prevedere una normativa seria sul conflitto d’interessi e il divieto di ricevere compensi da Stati esteri per chi ricopre incarichi politici. È una battaglia fondamentale che il Movimento sta conducendo anche a livello parlamentare: intendiamo portare a casa il risultato affinché mai più si verifichino situazioni ‘modello Renzi’ – conclude la Senatrice del Movimento 5 Stelle sulla sua pagina Facebook.

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