A leggere i dati che emergono dalle ultime statistiche, siamo diventati schiavi delle piattaforme virtuali. Secondo i risultati dello studio della Total Digital Audience” di ottobre 2021, sembrerebbe proprio di si. I dati prodotti con il sistema di rilevazione Audiweb 2021, indicano che il 74,8% della popolazione italiana, pari a più di 44 milioni di persone, si è collegato per oltre 50 ore. Ma soprattutto prediligiamo la connessione da cellulare, vale a dire che internet lo abbiamo sempre in tasca e se non è il mezzo che utilizziamo in assoluto di più poco ci manca. Solo il 22,1% degli utenti si collega almeno una volta da un computer, il 77,4% almeno una volta da un dispositivo mobile. Parliamo di individui che vanno dai 18 ai 74 anni, uno spettro estremamente ampio.

Entrando maggiormente in dettaglio, scopriamo che non esiste una differenza sostanziale nelle diverse aree geografiche di provenienza degli utenti on line rispetto alla popolazione di riferimento delle zone identificate. Il 64,8% degli utenti del Nord Ovest; il 61,3% di quelli del Nord Est; il 63,4% del Centro e il 59,2% del Sud e delle Isole.

Quanto tempo spendiamo sul web in media al giorno?

Se prendiamo come riferimento la fruizione da mobile che genera oltre l’80% del volume totale del tempo passato on line, ci accorgiamo che la maggior parte delle volte che prendiamo in mano il nostro cellulare o il nostro tablet lo facciamo per navigare in rete. Maggiormente nelle due fasce età  che vanno dai 18 ai 24 anni (2 ore e 36 minuti nel giorno medio da mobile) e dai 25 ai 34 anni ( 2 ore e 22 minuti). Se è vero che la distribuzione del tempo on line nel giorno medio si attesta  in 2 ore e 15 minuti, è anche vero che non esiste una sostanziale differenza tra uomini e donne ( queste ultime prevalgono di poco con 2 ore e 21 minuti contro le 2 ore e 9 minuti maschili).

Ma quali sono i nostri interessi?

Il rapporto Audiweb, ci aiuta anche a capire che cosa ci facciamo sul web e quali sono gli interessi prevalenti dei nostri connazionali. Su tutti, godono della maggiore attenzione i motori di ricerca con 41,2 m milioni di utenti unici mensili che sfruttano il web per “cercare” qualcosa, 38 milioni si dedicano alla categoria Video e Film, sulle piattaforme social si indirizzano 37,9 milioni di utenti mentre le testate di notizie on line catturano l’attenzione di 37,3 milioni di fruitori. Probabilmente un caso legato all’avvicinarsi delle feste natalizie il ritorno tra prime 15 categorie più visitate, rispetto al mese di settembre, quella che riguarda la salute, il benessere e la nutrizione.

Sembra quindi evidente che la maggior parte delle cose che prima facevamo quasi totalmente off-line come leggere un quotidiano, andare al cinema o passare da un esperto per sapere come mangiare e stare meglio oggi ci affidiamo al web. Il dubbio che non può essere fugato dai dati di questo rapporto è se la qualità di informazioni che riceviamo  può essere elevata o se, nella giungla di un sistema in cui gli stessi utenti diventano produttori di informazioni, è più facile ricevere notizie distorte o lontane dalla realtà. Un pericolo soprattutto per quella popolazione meno alfabetizzata che rischia spesso di di essere confusa o peggio truffata

 

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