La scarsa disponibilità di risorse idriche è sempre più evidente. Risulta pertanto fondamentale individuare soluzioni sostenibili e condivise da inserire in nuove politiche di gestione dell’acqua. Uno degli elementi di recupero della risorsa idrica è quello costituito dalle c.d. acque non-convenzionali derivanti dalle acque piovane a livello urbano.

Basta pensare agli ettari di superfice scolante di tetti e terrazzi, nonché, delle aree private pavimentate come enorme potenziale di volumi d’acqua che si potrebbero raccogliere e riutilizzare direttamente in loco a favore degli stessi proprietari delle aree per usi idrici non potabili.

Al pari dell’enorme potenziale derivante dall’insolazione di un tetto per la produzione di energia elettrica da fotovoltaico , la stessa superficie costituisce una ricchezza per il recupero di notevoli quantità di acqua da destinare ad utilizzi non potabili direttamente in prossimità dei luoghi in cui la si raccoglie.

Mano a mano che crescerà la consapevolezza sociale del valore dell’acqua, queste aree private acquisiranno sempre più importanza. Piuttosto che una opportunità oggi queste peculiarità rappresentano paradossalmente un costo a carico del proprietario che paga, sotto forma di tasse, l’impiantistica fognaria e depurativa necessaria a portare i volumi piovuti verso un corpo recettore (canale fiume lago o mare).

I condomini (verticali/orizzontali super-condominii) centri commerciali, complessi di uffici, potrebbero tutti risparmiare la quota d’acqua potabile di cui si approvvigionano dalla rete pubblica e che in realtà poi è utilizzata per usi non potabili come nel caso di acque per il lavaggio di superfici innaffiamento e mille altri utilizzi anche pubblici. Spesso per uso pubblico di servizio si utilizza preziosa acqua potabile o nella migliore delle ipotesi acqua prelevata da falda tramite pozzi.

Il decisore politico dovrebbe quindi incentivare la realizzazione dell’impiantistica privata necessaria al recupero delle acque di pioggia, sia con forme di agevolazione fiscale (bonus) sia, come fatto nelle comunità energetiche, riconoscendo i costi evitati dall’azienda del Servizio Idrico integrato per i metri cubi non ritirati dalla rete da questi soggetti.

Lo schema sotto riportato è rappresentativo della possibilità di utilizzo da parte di un condominio delle acque recuperate dalle aree scolanti private. Si potranno economizzare quote di prelievo rilevanti dotando gli impianti interni degli appartamenti di una presa di consegna di acqua non potabile utilizzabile per lo scarico del WC per il lavaggio delle superfici per l’innaffiamento delle piante ecc.

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