Forse la vera protagonista della scena politica degli ultimi anni è una figura quasi mitologica della quale non si conosce il volto e non si sa esattamente dove viva.  Possiede un apparato tentacolare in grado, con molta probabilità, di costringere e strozzare qualsiasi avversario le venga dato in pasto. Ne abbiamo sentito parlare per la prima volta in riferimento a Matteo Salvini, o meglio su indicazione del suo responsabile della campagna elettorale. La ritroviamo ora negli affari di Matteo Renzi o meglio, come riportano le maggiori testate giornalistiche, nei consigli del suo consulente della comunicazione.. 

Avrete capito che stiamo parlando della “Bestia”, l’unica entità apparentemente in grado di condizionare l’elettorato e spostare l’asse del voto, di far salire consensi o distruggere gli avversari.

Cosa  è “La Bestia”?

In un articolo apparso nel 2019 sulla rivista on line Humanities, Marco Rizzo e Piero Centorrino raccontavano di un “particolare sistema di software anlysis che permetterebbe di ascoltare in profondità le tendenze argomentative maggiormente diffuse in particolari hub ( nodi di smistamento della comunicazione) della rete e che, di conseguenza, ispirerebbe la costruzione di contenuti allineati ai trend del cyberspazio”. Ma il compito della Bestia pare non finisse lì. “A questa fase di ascolto – descrivono sempre Centorrino e Rizzo – fa seguito quella di esposizione e di rilancio dei contenuti, utilizzando una piattaforma automatizzata di costruzione dei post, a disposizione di eletti e candidati del Carroccio”.

Immaginate, insomma, una lunga serie di tentacoli che si insinuano in ogni dove.  Attraverso le loro ventose  raccolgono dati sugli argomenti più dibattuti, valutano le preferenze e gli orientamenti. Poi li veicolano verso la grande sacca del cefalopode, ovvero la testa.

Una macchina oliata, quella in dote a Salvini, che sfrutta tutte le opportunità dei nuovi media, i vantaggi delle nuove tecnologie e l’arguzia dell’ingegnere Luca Morisi, in grado di supportare tutto questo con software specifici.

E’ una “Bestia”, quella dell’altro Matteo, sulla carta un po’ meno sofisticata. Produce attività di reporting, analisi dati, diffusione sui social attraverso l’opera di professionisti, considerati anche piuttosto onerosi.

Come funziona l’organizzazione di Renzi?

Se la Bestia di Salvini alimenta il linguaggio d’odio per creare contrapposizione tra due opposte posizioni, quella di Renzi privilegia il “character assassination”, letteralmente l’assassinio del personaggio, attraverso la creazione di scoop e dossier mirati a distruggere i suoi avversari politici. In maggior modo, come risulterebbe dalla stampa, quelli appartenenti al Movimento 5 Stelle. 

Siamo in presenza di una nuova forma di ciò che viene comunemente definita la politica dello scandalo. Pratica in uso ben prima dell’avvento della rete ma che in questo ambiente trova la sua massima espressione. Gli esperti di “opposition research”, la ricerca di tutto quanto inerente all’avversario,  sono incaricati di cercare proprio ogni piccolo dettaglio che possa essere utilizzato per denigrarlo, fargli perdere la stima dell’elettorato e metterlo fuori gioco.

Ed è ancora la rete a fornire un valido aiuto. Perché, secondo il sociologo spagnolo Manuel Castells, “ il gossip digitale in rete costituisce un amplificatore di proporzioni gigantesche, che accende la miccia  delle accuse scandalistiche nel giro di qualche ora”. Se a questo punto vi state chiedendo se i vantaggi della rete siano positivi o negativi, non posso che darvi ragione.

Facciamo una riflessione?

Ma una riflessione su quanto fin qui espresso meriterebbe farla. Anche in funzione dell’effetto che queste pratiche hanno sulla fiducia generale nel sistema politico. Lo dimostrerebbe il dato allarmante della percentuale di astensionismo rilevata soprattutto alle ultime elezioni amministrative. Se in base a quanto afferma la politologa Pippa Norris “la percezione errata di come stanno le cose può condurre a gravi errori di giudizio politico”, proseguire con dinamiche come quelle citate sopra fornisce un cospicuo tasso si disaffezione, se non proprio avversione verso la politica.

Nel caso dei due “Matteo”, siamo in presenza di importanti ascese nella percentuale di consensi. Tanto velocemente sono salite quanto altrettanto in fretta stanno dirigendosi verso numeri più bassi. 

Probabilmente ci troviamo davanti  a nuove “ideologie sottili”, colme di principi astratti, che hanno bisogno di concetti aggiuntivi per essere trasformate in piani di azioni politiche. Il mantenimento e l’accrescimento del successo svaniscono nel nulla se non si è in grado di concretizzare i messaggi in politiche attuabili. E qui non c’è Bestia che tenga…

 

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