Diventa un “casus belli” per maggioranza e governo l’incentivo per l’edilizia erogato con il Superbonus. Il Movimento 5 stelle, per parte sua, non molla. Nella galassia pentastellata non manca chi allarga la riflessione e si domanda se questa vicenda non sia solo un “pretesto” per cercare di uccidere il Movimento, approfittando di un “momento di difficoltà” che i 5 stelle hanno attraversato.

Ma c’è anche chi si chiede se al di là del merito e del fatto che sul Superbonus Draghi abbia “sbagliato”  non si stia pensando, da parte di alcuni, ad una possibile Exit Strategy per uscire dall’esecutivo e magari arrivare ad un mero appoggio dall’esterno.

In ogni caso, nei giorni scorsi, è intervenuto nella discussione, con una dichiarazione, il capo delegazione M5s a palazzo Chigi, Stefano Patuanelli: “Triste, molto triste che per colpire il Movimento si attacchi il mondo dell’impresa, nonostante i dati dell’Agenzia delle entrate dicano chiaramente che il Superbonus è la misura con meno frodi”, ha scritto, infatti, il ministro delle politiche Agricole.

E nei 5 Stelle, dopo la presa di posizione del premier Mario Draghi e del ministro per l’Economia, Daniele Franco, non e’ affatto piaciuta, viene riferito, l’intervista del numero due della Lega e titolare del Mise, Giancarlo Giorgetti, che ha ‘smontato il Superbonus, di cui oggi si occupa non lo Sviluppo Economico ma il Mite.

A più voci esponenti della galassia pentastellata sottolineano che la richiesta che bisognava avanzare e’ che già nel prossimo CDM la misura deve essere sbloccata perché ci sono centinaia di migliaia di imprese ferme.

E, su questo fronte non manca chi nota: “per la prima volta in assoluto il mondo delle imprese è con noi del Movimento” . Intanto, Patuanelli  ha anche scritto: “Mi pare che la strategia sia ormai chiara, tutti contro il Movimento. Se è già iniziata la campagna elettorale basta che ce lo dicano“. Ed è questo e’ il “sentiment” che si respira in una buona parte del mondo dei 5 stelle, che si dice ‘pronto alla sfida.

Ma che si sarebbe guardato alle elezioni dopo l’elezione di Mattarella per alcuni è scontato. Nel frattempo avanza la richiesta che Draghi e Franco vengano a riferire alle Camere e al Carroccio si chiede di chiarire la propria posizione: dopo l’intervista di Giorgetti “è lecito chiedersi se anche Matteo Salvini e la Lega abbiano cambiato idea rispetto alla nostra misura, uno strumento di politica industriale riconosciuto come virtuoso anche in Europa, al punto che si lavora per estenderlo a livello comunitario”, scrivono i deputati del Movimento 5 Stelle Patrizia Terzoni, Luca Sut e Riccardo Fraccaro. “

A questo punto è ancora più urgente che il ministro Franco e il presidente Draghi informino il Parlamento sulle loro reali intenzioni rispetto al Superbonus, ammettendo innanzitutto che la nostra misura ha poco o nulla a che vedere con le frodi registrate dall’Agenzia delle Entrate e dalle Fiamme gialle, dal momento che i dati parlano del 3% del totale delle truffe. Nessuna tolleranza per le frodi, ma è arrivato il momento di dire a famiglie, lavoratori e imprese se si vuole andare avanti seriamente o meno”, aggiungono.

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