QUIRINALE: MOLINARI, VICINI A SOLUZIONE, DOMANI VEDRETE NOME 

Ore 20.08: “Siamo vicini a una soluzione. C’è un nome? Domani lo vedrete…”. Lo ha detto il capogruppo alla Camera della Lega Riccardo Molinari, uscendo dalla riunione dei parlamentari del Carroccio con Matteo Salvini.

QUIRINALE: CONTE, ‘LETTA? SENTO TUTTI I PROTAGONISTI, CONTINUAMENTE’

Ore 20.04: “Letta? Ci sentiamo continuamente con tutti i protagonisti, come è mio dovere, come è necessario fare. Ci aggiorniamo costantemente”. Lo ha detto Giuseppe Conte, leader M5S, lasciando la Camera.

QUIRINALE: LETTA LASCIA CAMERA DOPO INCONTRI CON VERTICI PD 

Ore 20.00: Il segretario del Pd Enrico Letta ha appena lasciato la Camera, dopo aver trascorso il pomeriggio al gruppo, dove ha avuto una serie di incontri con i vertici del partito. Si sono alternati nelle stanze dem le capigruppo Debora Serracchiani e Simona Malpezzi, il vicesegretario Peppe Provenzano e diversi parlamentari. Letta si è tenuto in contatto con ministri e stato maggiore dem. Uscendo dalla Camera ha trovato ad aspettarlo una bambina, che lo ha fermato per salutarlo. “Farò del mio meglio”, le ha detto salutandola e rispondendo a un complimento al suo lavoro nel Pd. 

QUIRINALE: CONTE, ‘LAVORIAMO CON VERO SPIRITO UNITA’ NAZIONALE

Ore 19.52: “Stiamo lavorando con vero spirito di unità nazionale, deve essere una personalità che possa veramente raccogliere il più ampio consenso”, afferma il leader M5S Giuseppe Conte, lasciando la Camera.

QUIRINALE: FIANO, ELEZIONE DOMANI, GIORNO MEMORIA? SAREBBE BELLO 

Ora 18.04: Eleggere un presidente domani nella giornata della Memoria? “Ho incontrato ieri Liliana Segre in transatlantico, che per me è come una zia, e mi ha detto per me questa giornata è come passare dalla stalla alle stelle e solo tu mi puoi capire tra quanti sono qua dentro, penso che servire la Repubblica e riuscire ad eleggere insieme un presidente che rappresenti tutti, che non spacchi il paese, sarebbe una bella risposta per la giornata di domani”. Lo dice il parlamentare del Pd Emanuele Fiano ai microfoni de La7

QUIRINALE. GRILLO: DRAGHI A CHIGI E NOME SUPER PARTES AL COLLE

Ore 17.40: Nella telefonata di oggi fra Beppe Grillo e Giuseppe Conte, il fondatore del Movimento 5 Stelle si e’ detto favorevole alla permanenza di Draghi alla guida del governo e favorevole alla ricerca di un nome super partes e autorevole per il Quirinale. E’ quanto fanno sapere fonti del M5s.

QUIRINALE: SALVINI VEDRA’ GOVERNATORI E VERTICI LEGA, POI I GRUPPI 

Ore 16.42: Il segretario della Lega ha convocato una riunione con i governatori alle 17,30 e con i vertici del partito alle 18. Successivamente – fanno sapere dal Carroccio – vedrà i gruppi parlamentari. Ancora top secret il luogo delle riunioni.

QUIRINALE: GRILLO A MENTANA, CON CONTE NON PARLATO DI DRAGHI 

Ore 16.40: Beppe Grillo telefona a Enrico Mentana in diretta mentre prosegue la Maratona sull’elezione del presidente della Repubblica su La7. “Con Conte vi sentite sempre ma non avete mai parlato dell’argomento di votare Draghi al telefono” riferisce Mentana, tenendo il cellulare all’orecchio 

QUIRINALE. TERZO SCRUTINIO, 412 BIANCHE, 125 MATTARELLA E 114 CROSETTO

Ore 15.47: Sono 412 le schede bianche del terzo scrutinio per l’elezione del nuovo capo dello Stato a fronte di 978 voti dei grandi elettori. Il quorum di 673 non è stato dunque raggiunto. Mattarella il più votato con 125 preferenze, seguono Crosetto 114, Maddalena 61, Casini 52, Giorgetti 19, Cartabia 8, Manconi 8, Bersani 7, Bossi 7.

QUIRINALE: TERMINATA CHIAMA DELEGATI REGIONALI, ORA LO SPOGLIO

Ore 14.11: Con la chiama del delegati regionali, terminata la terza votazione per l’elezione del capo dello Stato. Ora il via allo spoglio.

QUIRINALE: CONTE, ‘M5S DICE SI’ A DRAGHI MA A CAPO GOVERNO’

Ore 14.00: “Nessuno si permetta di dire che il Movimento dice no a Draghi. Il Movimento dice sì a Draghi, lo ha fatto quasi un anno fa quando il paese era in ginocchio con una grande assunzione di responsabilità consapevole anche del costo politico che avrebbe comportato: abbiamo perso 40 parlamentari. Oggi la neve ancora in tempesta il m dice sì a draghi, rafforza il suo sì, perché i prossimi mesi saranno ancora più duri. Quindi noi diciamo sì a Draghi” affinché “porti a compimento la sua mission”. Così il leader del M5S Giuseppe Conte, arrivando a Montecitorio.

QUIRINALE: CASTELLONE(M5S): DRAGHI? RISCHIO TOGLIERE PERNO GOVERNO

Ore 13.48: “Dialogo con centrodestra?Rischio facciano da soli a quarto voto” Roma, 26 gen. (askanews) – Il M5s voterebbe Casellati? “Non posso parlare di nomi, si deve fare di tutto per scegliere il nome più condiviso possibile” e quanto al premier Mario Draghi “siamo stati quelli che più di tutti hanno voluto tutelare l’attuale governo e presidente del Consiglio…” ma certo “è rischioso togliere il perno attorno al quale si regge tutta la maggioranza e il governo”. Lo ha detto a Radio anch’io su Rai Radio 1 Maria Domenica Castellone, capogruppo M5s al Senato “E’ compito della politica dare un segnale di responsabilità in questo momento, giungere a una soluzione condivisa in un tempo rapido. Noi siamo stati i primi a dire che il presidente della Repubblica deve raccogliere il consenso più ampio dell’attuale maggioranza di governo”, ha ribadito. “Il nostro nome forte non avrebbe avuto il consenso di tutti, l’obiettivo non è fare un nome di parte, ma quel nome che poi viene condiviso da tutti, il dialogo con il centrodestra è partito grazie alla nostra iniziativa”, “il rischio che si prospettava è che il centrodestra al quarta votazione si eleggesse il presidente, è un rischio reale”, ha concluso

QUIRINALE: SALVINI, VEDRO’ LETTA? OGGI INCONTRO TUTTI

Ore 13.46: “Se vedro’ Letta? Oggi incontrero’ tutti, e’ il mio lavoro”. Lo dice Matteo Salvini prima di andare nei suoi uffici a Montecitorio.

QUIRINALE: SALVINI: CASELLATI SECONDA CARICA, NON HA BISOGNO CANDIDATURA

Ore 13.44: “Casellati? E’ la seconda carica dello Stato, non ha bisogno di essere candidata.”. Lo dice Matteo Salvini prima di andare nei suoi uffici a Montecitorio.

QUIRINALE: CALENDA, CARTABIA LA DONNA GIUSTA, DEM SBAGLIANO A SEGUIRE M5S

Ore 13.43: “Abbiamo cercato di tenere un comportamento lineare, proponendo un candidato perfetto per il ruolo: Marta Cartabia. Nessuno ha spiegato perché non va bene una signora che è stata presidente della Consulta, che fa bene il ministro della Giustizia, che ha insegnato in tutto il mondo”. Così Carlo Calenda, leader di Azione in un’intervista a La Stampa. Commenta la richiesta di un tavolo congiunto avanzata da Pd-Leu-M5s, “sono mesi che lo chiediamo, andava fatto settimane fa. È tutto molto indecoroso e molto inutile quello è accaduto fino ad adesso. Sono partiti che governano insieme in un governo di unità nazionale, è semplicemente incredibile che non riescano a sedersi attorno a un tavolo. Ora facciano presto. Se vogliono invitarci, bene, sennò facciano loro. Basta che esca un nome condiviso”

QUIRINALE: M5S IN TENSIONE SU CASELLATI, ‘NON CI CHIEDANO DI VOTARLA

Ore 12.36: Forti malumori in casa 5 Stelle sull’ipotesi di una candidatura al Quirinale per la Presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati. Un nome che, raccontano, sarebbe stato oggetto di un forte ‘scouting’ da parte della Lega tra i peones del M5S nelle ultime ore. “Non possiamo votarla, per noi è irricevibile. Sono anni che ci scontriamo con lei, dai voli di Stato ai vitalizi. Con una proposta del genere il Movimento finisce in mille pezzi…”, attacca un deputato parlando con l’Adnkronos. “Nel 2018 votammo Casellati alla Presidenza del Senato perché c’era un accordo col centrodestra per eleggere Roberto Fico alla Camera: questa volta è diverso, non possono chiederci una cosa così. Per noi è un nome divisivo come Berlusconi”, fa eco un senatore. A esprimere in chiaro le sue perplessità è il deputato Mario Perantoni, presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio: “E’ evidente che l’attuale Presidente del Senato non può essere una proposta realistica. Non tanto perché la sua storia ne fa una personalità di parte, ma soprattutto perché è assolutamente inopportuno intaccare equilibri istituzionali raggiunti con fatica. Rileviamo ancora che il centrodestra non è stato in grado fino ad ora di fare un nome che sia terzo e condiviso”.

QUIRINALE: AL VIA PRIMA CHIAMA DEPUTATI

Ore 12.34: E’ ripresa la seduta. E’ ora in corso la prima chiama dei deputati per l’elezione del presidente della Repubblica.

QUIRINALE. TERMINATO IL VOTO DEI SENATORI

Ore 12.32: Terminato il voto dei senatori. Il presidente Fico ha ora sospeso la seduta per cinque minuti prima di procedere con il voto dei deputati. I senatori di Fratelli d’Italia, che non avevano partecipato alla prima chiama, hanno invece votato alla seconda. Assenti numerosi senatori del gruppo misto.

QUIRINALE: ‘OPERAZIONE CASINI’ IN CORSO, RUMORS SU TEST CANDIDATURA A TERZA VOTAZIONE

Ore 11.58: Grandi manovre in corso alla Camera mentre è appena iniziata la terza votazione per il Colle. Raccontano fonti parlamentari del centrodestra all’Adnkronos, confermate anche da fonti di centrosinistra che, trasversalmente agli schieramenti, si starebbe ragionando di lanciare la candidatura di Pier Ferdinando Casini per testarne la fattibilità. “Occhio allo spoglio di oggi”, dice un big di area centrista lasciando intende che potrebbero spuntare schede con il nome dell’ex-presidente della Camera già nella votazione di oggi.

QUIRINALE: FDI SI ‘SMARCA’ DA CENTRODESTRA, SENATORI NON RISPONDONO A CHIAMA

Ore 11.57; Fratelli d’Italia si ‘smarca’ dall’indicazione del centrodestra di votare scheda bianca anche nel terzo scrutinio per l’elezione del Presidente della Repubblica. I senatori del partito guidato da Giorgia Meloni non stanno infatti rispondendo alla chiama: non lo hanno fatto i primi quattro, vale a dire il capogruppo Luca Ciriani e poi Alberto Balboni, Claudio Barbaro e Nicola Calandrini.

QUIRINALE, LE MONDE: RAGIONEVOLE RINUNCIARE A DRAGHI PREMIER?

Ore 11.54: Un Lungo editoriale del quotidiano francese Le Monde esprime un dubbio di fondo sulla delicata partita per il Quirinale. Mario Draghi, nominato premier in un momento difficilissimo per l’Italia, si è “mostrato all’altezza del compito” dimostrando anche “inaspettate” capacità politiche: sarebbe davvero “ragionevole” rinunciare al suo ruolo a Palazzo Chigi eleggendolo al Colle più alto?

“Nominato alla guida del governo italiano nel febbraio 2021 per orchestrare l’attuazione del piano europeo di ripresa, Mario Draghi è il favorito per diventare il prossimo Presidente della Repubblica del Paese. Ma è ragionevole mettere fine alla sua esperienza di governo quando si è mostrato all’altezza della sfida?”.

“Direttore del Tesoro italiano per dieci anni (1991-2001) poi Governatore della Banca Centrale Italiana e infine Presidente della Banca Centrale Europea (2011-2019), Draghi gode di un’aura internazionale che nessuno dei suoi concorrenti alla suprema funzione non può vantarsi. Inoltre, in un anno da presidente del consiglio, ha dimostrato di essere tutt’altro che un semplice tecnico dell’economia, dimostrando insospettate doti di manovra in politica”.

“Nominato alla guida del governo per orchestrare l’attuazione del piano europeo per la ripresa, che stanzia all’Italia oltre 200 miliardi di euro per contrastare lo shock economico della pandemia, Mario Draghi si è dimostrato all’altezza, allo stesso momento in cui l’Italia ha riconquistato, grazie a lui, un posto di rilievo negli equilibri di potere a Bruxelles. Meglio ancora, grazie all’arrivo dei fondi europei, sembra in grado di dare il via alle famose riforme strutturali che l’Italia ha tanto faticato a realizzare per un quarto di secolo. Il tutto mantenendo un altissimo livello di popolarità (oltre il 60% di opinioni favorevoli)”.

Di qui il dubbio su cui ruota tutto l’articolo: ” È ragionevole, quindi, porre fine a questo esperimento di governo rischiando di indire elezioni anticipate, anche se la pandemia non è finita e le tensioni in Ucraina stanno facendo temere un nuovo periodo di turbolenza in Europa? Niente è meno sicuro. È il ragionamento di molti dirigenti di partito, che hanno fatto sapere che, per loro, la soluzione ideale sarebbe che Mario Draghi rimanesse in carica fino alla fine della legislatura, all’inizio del 2023, o anche oltre”.

QUIRINALE, TELEFONATA CONTE-GRILLO: TROVARE CANDIDATO PRESIDENTE REPUBBLICA SUPER PARTES

Ore 11.52: Piena sintonia sulla linea del M5s, garantire stabilità a governo. Secondo quanto si apprende da fonti M5S si è tenuta una lunga telefonata di aggiornamento fra Giuseppe Conte e Beppe Grillo. Piena sintonia fra il Presidente e il Fondatore del Movimento 5 Stelle sulla linea che il Movimento sta tenendo in questa trattativa per il Quirinale, mirata a garantire piena stabilità all`attuale Esecutivo per continuare a rispondere alle urgenze del Paese e a trovare un candidato autorevole e super partes.

QUIRINALE: AL VIA IN AULA CAMERA TERZA VOTAZIONE PRESIDENTE REPUBBLICA

Ore 11.41: E’ in corso nell’aula della Camera la terza votazione per l’elezione del presidente della Repubblica. Si tratta dell’ultimo voto per il quale è necessaria la maggioranza dei due terzi per eleggere il Capo dello Stato, fissata a 673 voti. Dalla quarta per essere eletti sarà sufficiente ottenere il 50% più una delle preferenze, con un quorum di 505 voti.

QUIRINALE: CENTRODESTRA OGGI VOTA SCHEDA BIANCA

Ore 11.39: Il centrodestra voterà oggi scheda bianca. E’ quanto si apprende da fonti del centrodestra dopo l’incontro tra Salvini,Meloni e Tajani.

QUIRINALE: M5S-PD-LEU PER SCHEDA BIANCA A TERZA VOTAZIONE

Ore 11,37: M5S, Pd e Leu sono pronti a lasciare scheda bianca anche alla terza votazione per eleggere il presidente della Repubblica in programma oggi alle 11. È quanto si apprende da fonti del campo progressista.

QUIRINALE: TIENE ASSE PD-M5S-LEU, SOSPETTI SU SALVINI, ‘CASELLATI? VUOL FAR SALTARE TUTTO’

Ore 11,34: Alla fine della seconda giornata di votazioni il nastro sembra riavvolgersi a 48 ore fa. Dopo il movimentismo di lunedì tra i leader con il coinvolgimento di Mario Draghi, il confronto su Colle e futuro del governo, la sensazione è che tutto sia tornato indietro. Ad oggi il nome del premier è più debole, quasi fuori dalla scena ma pronto a ‘risorgere’. “Ancora tutto è possibile”. Del resto, si è tornati ai blocchi di partenza. Schema Berlusconi delle scorse settimane. Stavolta c’è la terzina di nomi avanzata dal centrodestra. Pd-M5S-Leu respingono e rilanciano sulla necessità di un nome super partes. Con una nuova nota congiunta. E non era scontato. La giornata di ieri è iniziata con il ‘caso Frattini’ che ha creato il subbuglio tra i grandi elettori Pd. “A che gioco sta giocando Conte?”, il refrain tra i parlamentari dem dopo aver letto le indiscrezioni sul nome di Frattini fatto nel faccia a faccia tra Matteo Salvini e Conte. Anche Matteo Renzi fa sponda con il Pd, dopo aver sentito Letta, per stoppare la carta Frattini.

Il leader Iv continua a muoversi tra i due poli e ieri, quando si ragionava se contrapporre una rosa di nomi al centrodestra, ha stoppato: “I 5 nomi? La cinquina si gioca a tombola, non in Parlamento”, ha detto Renzi mentre nel Pd e Leu crescevano i dubbi sulla opportunità di seguire il centrodestra nella lista contrapposta.

Una dialettica sulla tattica da tenere che si è riproposta nella riunione, slittata nel corso del pomeriggio. “E’ stato un incontro più complesso di altre volte, quello che conta che siamo usciti con una linea unitaria”, si fa notare. “Abbiamo fatto ragionare i 5 Stelle…”.

Quindi, il rilancio nel campo del centrodestra. “Vediamo se dicono sì all’incontro”. A sera la fiducia è ai minimi. Gira fortissima la voce che Salvini “voglia andare fino in fondo, ce lo dicono anche i giorgettiani, e che voglia andare su Casellati alla quarta votazione. “Allora vuol far saltare tutto”, si osserva tra i parlamentari Pd.

I 5 Stelle, riferiscono fonti parlamentari, avrebbero assicurato che “loro su Casellati non ci vanno”. E se la presidente del Senato dovesse invece avere i voti necessari, per i dem a quel punto la fine della maggioranza sarebbe scontata. A sera i dubbi sono tanti ma la notte – e possibili incontri – potrebbe chiarire il quadro domani quando si andrà alla terza votazione nella quale Pd, M5S e Leu hanno deciso di continuare con la scheda bianca. Si legge nelle nota congiunta: “Prendiamo atto della terna formulata dal cdx che appare un passo in avanti, utile al dialogo. Pur rispettando le legittime scelte del centrodestra, non riteniamo che su quei nomi possa svilupparsi quella larga condivisione in questo momento necessario”. Quindi si conferma “la volontà di giungere ad una soluzione condivisa su un nome super partes e per questo non contrapponiamo una nostra rosa di nomi”.

Con la richiesta di un incontro al centrodestra: “Nella giornata di domani proponiamo un incontro tra due delegazioni ristrette in cui porteremo le nostre proposte”.

Dice Letta al termine del vertice: “Finiamola con i tatticismi e troviamo una soluzione su un nome condiviso super partes e senza forzature. Come ha detto Roberto Speranza, non abbiamo voluto la guerra delle due rose. Come ha detto Roberto Speranza, non abbiamo voluto fare la guerra delle due rose voluto dimostrare che abbiamo la buona volontà di trovare una soluzione condivisa. Dato che noi non abbiamo la maggioranza, loro non hanno la maggioranza, quindi bisogna che troviamo una soluzione condivisa, super partes, istituzionale, come abbiamo sempre detto”.

“La nostra proposta è, chiudiamoci dentro una stanza e buttiamo via la chiave fino a quando non troviamo una soluzione”. E lo spazio per farlo è quello della giornata di domani. Con il suo lungo pomeriggio e la sera liberi dalle votazioni prima dell’avvio della quarta, nella giornata di giovedì. Oggi “è il giorno chiave – sottolinea Letta- giovedì si arriva alla votazione con il quorum al 51%”. Quali saranno i nomi che Pd, M5S e Leu porteranno al tavolo con il centrodestra? Nel corso dell’incontro ieri se ne sarebbe discusso. Quello che è accertato in chiaro è che resta la forte perplessità di Conte su Draghi: “Se abbiamo affidato a un timoniere una nave in difficoltà non ci sono le condizioni per fermare i motori, cambiare equipaggio e chiedere al timoniere un nuovo incarico. La nave è ancora in difficoltà”, ha detto il leader M5S entrando al vertice ieri.

QUIRINALE: OGGI TERZO SCRUTINIO ALLE 11

Ore 09.56: Terzo scrutinio oggi alle 11 per l’elezione del Presidente della Repubblica.

QUIRINALE: A VUOTO SECONDO SCRUTINIO, 527 SCHEDE BIANCHE, 39 VOTI PER MATTARELLA E MADDALENA

Ore 09.52: A vuoto, come previsto, anche il secondo scrutinio di ieri per l’elezione del Presidente della Repubblica. Le schede bianche sono state, 527 ma con 39 preferenze il più votato è risultato l’attuale Capo dello Stato, Sergio Mattarella, che l’altro ieri aveva ottenuto 16 consensi, insieme a Paolo Maddalena che ne guadagna 3 rispetto alla prima votazione. 38 le schede nulle, 125 i voti dispersi. Come lunedì i presenti e i votanti sono stati 976.

Hanno ottenuto voti anche i deputati Renzo Tondo, 18; Roberto Cassinelli, 17; Ettore Rosato, 14. Per Umberto Bossi 12 preferenze, per i ministri Marta Cartabia e Giancarlo Giorgetti, 8, come Luigi Manconi, indicato ieri da Sinistra italiana ed Europa Verde.

Sette i voti per Silvio Berlusconi e per il sottosegretario all’Editoria, Giuseppe Moles; 6 per Nicola Gratteri e Pierluigi Bersani, 5 per Serafino Generoso e per il senatore della Lega Cesare Pianasso; 4 per il presidente del Consiglio Mario Draghi, per il patron della Ternana, Stefano Bandecchi, per Marco Cappato, per il direttore dell’Adnkronos, Gianmarco Chiocci, per il sindaco di Trieste, Roberto Di Piazza, per Enrico Ruggeri, per il deputato Eugenio Sangregorio.

Tre i voti per il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, per il direttore del Dis, Elisabetta Belloni, per il giudice costituzionale Giorgio Prosperetti, per l’ex presidente del Copasir, Raffaele Volpi, per Francesco Rutelli e Alberto Angela, per la deputata Maria Teresa Baldini, per Giorgio Lauro; 2 per Fulvio Abbate, Giuliano Amato, Pier Ferdinando Casini, Nicola Armaroli, Alessandro Barbero, Massimo Giletti, Giuseppe Chinè, Ulisse Ianni, Ugo Mattei, Cesare Mirabelli, per il senatore della Lega Tony Chike Iwobi, per Antonio Razzi, Claudio Sabelli Fioretti, Giulio Tremonti.

Elezione del Presidente della Repubblica dal 24 gennaio. Le modalità
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