Siamo alle ultime battute per l’elezione del Presidente della Repubblica. Molti i nomi circolati in questi giorni, sia maschili che femminili ed in particolare quello della Casellati che però alla fine non ha avuto l’appoggio previsto. L’asse tra Lega e Fratelli d’Italia regge. Ma il centrodestra non c’è più. Ufficialmente: una nota di Forza Italia annuncia che «allo scopo di favore una rapida e il più possibile condivisa elezione del presidente della Repubblica, da questo momento in poi discuterà e tratterà autonomamente con le altre forze politiche». Mentre i centristi si preparano a percorrere strade politiche più lontane dalla destra. 

DIRETTA

Ore 17.57: “Grazie Presidente Mattarella. Voto convinto il rinnovo del suo mandato. Nella complicatissima condizione data, tanti parlamentari come formichine operaie hanno lavorato per accumulare la soluzione: 126, 166, 336, 387 e, infine, il traguardo. Non abbiamo perso tempo. Ci siamo riconosciuti al di la degli schieramenti. Ora, al riparo del Colle, va avviata fase costituente, politica e istituzionale. Grazie ad Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza per aver guidato con spirito unitario l’alleanza progressista”. Lo scrive su Facebook il deputato di LeU Stefano Fassina.

Ore 16.35: FLASH -QUIRINALE: LETTA, ‘GRANDISSIMO GRAZIE A MATTARELLA, ATTO GENEROSITA”- FLASH

Ore 16.32: “Bisogna ricominciare daccapo. Bisogna rifondare il centrodestra daccapo. Il centrodestra parlamentare non esiste. Il centrodestra e’ maggioranza nel Paese e noi lo vogliamo rappresentare”. Così Giorgia MELONI.

Ore 16.31: “Il M5S ha ottenuto la stabilità di governo con Draghi che resta a Palazzo Chigi. C’erano delle strade aperte, siamo assolutamente soddisfatti di questo risultato”, commenta con il TgLa7 il vicepresidente del M5S Riccardo Ricciardi. “Il presidente Conte è sicuramente il vincitore, Conte ha sempre sostenuto che in questa fase dovevamo preservare Draghi a Palazzo Chigi”, ha proseguito.

Ore 16.30: “E’ un momento difficile, lei rappresenta l’unità del Parlamento. Grazie”. Questo il contenuto del ragionamento fatto dai capigruppo della maggioranza al Capo dello Stato Mattarella. Ad intervenire, tra gli altri, sono stati i capigruppo al Senato del Movimento 5 stelle, Castellone, di FI, Bernini, del gruppo misto De Petris. Rispetto il Parlamento anche se avevo altri programmi…, la risposta del presidente della Repubblica ai capigruppo.

Ore 16.28: “La coalizione di centrosinistra non l’ho mai sentita, esiste la coalizione del fronte progressista”. Lo ha affermato il presidente del Movimento cinque stelle, Giuseppe Conte, rientrando a Montecitorio.

Ore 16.27: “Ci siamo giocati la partita, non dipendeva solo da noi. Come Lega siamo stati compatti dall’inizio alla fine: ne sono orgoglioso”. Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini durante la riunione con i deputati. “Lorenzo Cesa è una persona seria e mantiene la parola. Anche nel Pd e nei 5 stelle ho incontrato persone serie” aggiunge Salvini

Ore 16.27: “La proposta di Mattarella non è uno sgarbo istituzionale, ma è una risposta a una condizione di grande emergenza. Sapevamo che con la pandemia, il Pnrr, la soluzione di Mattarella era quella che garantiva la migliore figura per ricoprire il ruolo di presidente della Repubblica in continuità e garantire la continuazione dell’azione governativa e parlamentare”. Così Vincenzo Presutto, senatore del M5S, in collegamento con “Primo Piano Quirinale”, lo speciale dell’Italpress sull’elezione del presidente della Repubblica condotto da Claudio Brachino. “Mattarella dà una risposta funzionale non naturale dal punto di vista istituzionale – ha aggiunto -. E’ chiaro che avremmo dovuto valutare una figura diversa ma avremmo innescato una certa crisi di governo con ricadute sulle attività parlamentari. Ho fatto la premessa che siamo in emergenza. Mattarella era la figura migliore che non toccasse gli equilibri precari di una classe politica. I parlamentari hanno dato prova di grande responsabilità. Qualunque altra scelta avrebbe alterato gli equilibri precari di questo momento, come lo avremmo poi spiegato ai cittadini?”

Ore 16.27: “Il presidente ha detto che aveva altri piani, ha ringraziato per la stima ma ha detto che se c’è la necessità che lui dia una mano, lui c’è”. Così Julia Unterberger all’uscita del Quirinale dopo l’incontro con Mattarella. I capigruppo hanno lasciato il Colle dopo un colloquio durato circa venti minuti.

Ore 16.26: Chi ha vissuto una settimana di attese, tensioni, sospetti, trattative aperte e mai chiuse sul Colle, non vede l’ora di tornare a casa. “Il Parlamento ha scelto Mattarella per sfinimento…”, dice, per esempio, un ‘big’ di FI. Lo sbocco al Mattarella bis, quindi, come una liberazione per molti. E’ sceso in campo anche Draghi chiamando i leader e cercando di ricompattare una maggioranza che comunque esce a pezzi da un braccio di ferro che ha bruciato una decina di candidati. L’ultima carta ‘Belloni’ è stata stoppata da un fronte largo che si è mosso intorno alle 19 in una triangolazione che ha visto contatti tra Renzi, una parte del Pd e del Movimento 5 stelle, i centristi, Leu e Forza Italia. Un ‘muro’ che ha portato i leader della maggioranza a trattare su altre piste, ma poi la strada ha portato al Mattarella bis. Ma adesso all’interno del governo c’è preoccupazione per le possibili conseguenze che la partita del Quirinale avrà sugli equilibri dell’esecutivo. Giorgetti al cronista dell’AGI non ha escluso il passo indietro. “E’ un’ipotesi”, ha detto. Ma la partita del governo non riguarda solo il numero due del partito ‘ex lumbard’ e i rapporti interni alla Lega. Occorrerà capire anche cosa succederà nel Movimento 5 stelle che si è diviso nella gestione delle trattative, soprattutto sulla mossa Belloni da parte di Conte, e i rapporti tra le forze politiche che sostengono l’ex numero uno della Bce. “Partirà subito la campagna elettorale…”, teme un esponente del governo, nel convincimento però che il presidente del Consiglio da questa partita esce rafforzato. Con ampi margini di manovra, anche perché’ tutti i partiti gli hanno chiesto di rimanere a palazzo Chigi, indicandolo come l’unico collante possibile. Da lunedì l’esecutivo riprenderà la navigazione, dovrebbe esserci un Consiglio dei ministri che estenderà il green pass per chi ha completato il ciclo di vaccinazione, con possibili modifiche alle regole anti-Covid per le scuole. “E’ un caos totale”, il grido d’allarme delle Regioni. Ma in Parlamento si aprirà anche un altro ‘dossier’. Perché’, secondo quanto apprende ‘AGI, partirà già nella prossima settimana l’operazione ‘proporzionale.

Verrà lanciata dai centristi cercando di raccogliere la sponda del Pd, del Movimento 5 stelle e di FI. Un’ala dem sta valutando di muoversi in tempi brevi, nella convinzione che anche il segretario dem abbia intenzione di aprire in questa direzione. Ma il tema della legge elettorale verrà ripreso da chi ora punta a staccare definitivamente il partito di Berlusconi dalla Lega e da Fratelli d’Italia. “Ora metteranno un proporzionale di sicuro”, sottolineava in Transatlantico Ignazio La Russa. Si tratta di una operazione parlamentare che punta a sovvertire gli equilibri per le prossime elezioni. Da una parte – questo il piano di chi ci sta lavorando – Renzi e Coraggio Italia, dall’altra Forza Italia e l’Udc che si muoveranno in ottica Ppe. Ora occorrerà capire anche come si possa ricomporre l’asse Lega-Fdi. Le tensioni sul Quirinale si riproporranno, perché’ la scelta di Salvini di virare su Mattarella non e’ stata affatto apprezzata da Meloni. “Aveva detto di no anche all’ultimo tavolo del centrodestra”, spiega una fonte di Fratelli d’Italia. “Neanche da piccola mi piaceva giocare al gioco dell’oca”, afferma per esempio la senatrice di Fdi Santanchè.

Ore 16.22: “Sarei stupita se Mattarella accettasse di essere rieletto presidente della Repubblica dopo aver fermamente e ripetutamente respinto questa ipotesi. Anche perché sappiamo tutti che il secondo mandato presidenziale non può diventare una prassi, forzando gli equilibri previsti dalla nostra Costituzione”. Lo scrive su Facebook la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. “Ancora una volta il Parlamento dimostra di non essere all’altezza degli italiani che dovrebbe rappresentare. Da domani Fratelli d’Italia moltiplicherà i suoi sforzi per una riforma presidenziale della nostra Repubblica e per ribadire che la sovranità appartiene al popolo, non agli intrighi di Palazzo”, conclude.

Ore 15.50: I leader della maggioranza siglano l’intesa sul Mattarella bis. Scende in campo, per favorire lo sblocco dell’impasse, e fare da trait d’union tra forze politiche e Colle, anche il premier Mario Draghi. Il responso dell’Aula è atteso tra le otto e le nove di stasera, quando il presidente Roberto Fico terminerà lo spoglio dell’ottavo scrutino e proclamerà l’elezione del presidente della Repubblica. Un’ora prima che prenda il via l’ultima votazione (l’Aula è convocata alle 16,30), i capigruppo di maggioranza saliranno al Colle per chiedere al presidente in carica la disponibilità ad essere rieletto e proseguire il mandato. Il giuramento dovrebbe svolgersi mercoledì prossimo, 2 febbraio. L’intesa arriva al termine dell’ennesima frenetica mattinata, iniziata di buon ora con nuovi vertici e incontri, e le lancette del barometro che tendevano verso una soluzione che sembrava ormai scartata: Pier Ferdinando Casini. Molti gli indizi che portavano verso un ‘attivismo’ crescente del fronte centrista. Toti, Lupi e Renzi si vedono, parlano, studiano la strategia e compulsano il pallottoliere. Ma a far drizzare le antenne ai più a Montecitorio, mentre via via arrivano i 1009 grandi elettori per la settima votazione che già si preannuncia andrà a vuoto, sono le parole del segretario del Pd Enrico Letta ai suoi parlamentari: “Noi tenteremo di fare un accordo per l’elezione del Presidente della Repubblica: dopo di che c’è la saggezza del Parlamento e assecondare la saggezza del Parlamento credo sia anche questa democrazia”. Il riferimento è ai voti in aumento: ieri 336 schede a sostegno del bis di Mattarella. Poco dopo è Matteo Salvini a sciogliere gli ultimi residuali dubbi sul fatto che la soluzione verso cui le forze politiche si stanno dirigendo è il bis: “Una parte del Parlamento non vuole trovare un accordo, allora chiediamo a Mattarella di restare, l’importante è che Mattarella non sia percepito come un ripiego”, dice il leader leghista. E’ il via libera che il ‘corpaccione’ di una parte dei centristi aspettava da tempo. Ma non sono gli unici: nel Pd sin dai primi giorni di votazione l’opzione Mattarella bis è stata tra le più caldeggiate. Idem nel Movimento 5 stelle.

Nel frattempo le agenzie battono la notizia di un lungo colloquio tra Mattarella e il premier Draghi. Passano pochi minuti ed è lo stesso Draghi a far sentire la sua voce, facendo sapere che ha avuto telefonate con tutti i leader delle forze politiche per invitarli a confermare Sergio Mattarella Capo dello Stato. Draghi argomenta la decisione sottolineando che si tratta “del bene e della stabilità del Paese”. Intanto il tam tam in Transatlantico si fa rumorosissimo: “E’ fatta, stasera abbiamo il nuovo capo dello Stato”. Lo dice chiaramente Matteo Renzi parlando ai suoi grandi elettori: “Stasera si chiude”. Arriva il placet di Forza Italia: Silvio Berlusconi fa sapere di aver avuto una “lunga e cordiale” telefonata con Mattarella, a cui assicura il pieno sostegno di Forza Italia. Quasi in contemporanea Casini rilascia una dichiarazione alla stampa, in cui chiede ai partiti di togliere il suo nome dalla discussione e invita il Parlamento a chiedere al capo dello Stato di restare. Intanto i leader delle forze di maggioranza si riuniscono. E’ l’ultimo tassello mancante: l’intesa e’ chiusa sul Mattarella bis. In Aula termina la settima votazione: fumata nera ma i voti per Mattarella arrivano a quota 387. Insorge Fratelli d’Italia. Ok Salvini al bis? “Non voglio crederci”, commenta a Caldo Giorgia Meloni. 2Si è toccato il fondo”, aggiunge Ignazio La Russa, che scandisce: “Siamo stupiti da Salvini”. Ancor più chiara Meloni: “Fratelli d’Italia non asseconderà questa scelta che non appare fatta nell’interesse dell’Italia ma piuttosto per molto piu’ bassi calcoli di opportunità”. Proprio Salvini arriva ad intestarsi la scelta della richiesta del bis: “Ho visto che nelle ore a seguire la mia proposta e’ diventata quella di tanti”. Giuseppe Conte spiega: “E’ stata una trattativa molto complicata, c’era serenità perché’ restava sul tavolo l’opzione Mattarella, nella nostra comunità sempre apprezzata, ed e’ stato fatto crescere nella nostra comunità giorno dopo giorno”. Enrico Letta affida a Twitter la soddisfazione, postando la foto di uno striscione sul portone di un palazzo nel centro di Roma che recita: “Grazie presidente Mattarella”.

 

Ore 15.00: “Un nuovo mandato di Sergio Mattarella al Quirinale sara’ accolto con sollievo dagli italiani, e senz’altro anche da noi. Si tratta pero’ di un esito che forza la volonta’ del Presidente stesso, e certifica l’impossibilità da parte del Parlamento uscito dalle elezioni del 2018 di arrivare a un accordo alto, in grado di eleggere un nuovo Presidente della Repubblica e di assicurare al tempo stesso la continuità dell’azione del Governo in un momento complesso e delicato della storia italiana”. E’ quanto si legge in una nota di +Europa e Azione. “Noi abbiamo con coerenza, fino allo scrutinio di questa mattina, sostenuto Marta Cartabia, una personalità che sarebbe stata, ne siamo certi, un ottimo Presidente della Repubblica. Il centrodestra e il centrosinistra hanno fallito – sottolinea la nota della Federazione Libdem – non sono stati in grado di trovare un accordo in grado di superare i veti reciproci. Oggi pomeriggio i grandi elettori di +Europa e Azione voteranno con convinzione Sergio Mattarella. A lui vogliamo rivolgere al tempo stesso il nostro più sincero ringraziamento, ma anche, in qualche modo, le nostre scuse”

Ore 14.17: “Mattarella è il garante di tutti, una persona sicuramente di alto profilo, autorevole”, dice Giuseppe Conte, leader M5S, annunciando il voto del Movimento 5 Stelle per il Capo dello Stato in carica.

Ore 14.13: Tra i leader di partito e di coalizione che stanno gestendo l’elezione del prossimo Presidente della Repubblica il peggiore di tutti a condurre le trattative è stato Matteo Salvini. A dirlo all’AdnKronos è il direttore editoriale di Libero Vittorio Feltri secondo il quale, più in generale, “nessuno ha meritato la sufficienza” perché “non è che gli altri brillino”. Schietto come sempre, Feltri dà i suoi giudizi sottolineando che il segretario della Lega “Salvini è stato il peggiore: lo dico io che pendo a destra e non certo a sinistra. Però le sue mosse sono quasi comiche. Mi dispiace dirlo ma è la verità”. Il giornalista non fa sconti neppure agli altri e, senza esitazione, dice: “Letta è inesistente, è come un portaombrelli. Chiunque passa di lì mette il suo ombrello e buonanotte. Conte si è dissolto da solo, poverino”. Insomma, “nessuno ha meritato la sufficienza per usare un linguaggio scolastico e poi c’è qualcuno che si è segnalato per una particolare inabilità e pressappochismo. Complessivamente siamo di fronte a qualcosa che assomiglia ad una schifezza generale, questa è la verità. Si sapeva da sette anni che bisognava trovare un sostituto di Mattarella. Quindi in sette anni si poteva fare qualche riflessione. Invece – osserva Feltri – sono arrivati lì allo sbando e nessuno sa che cosa deve fare. Soprattutto, non riescono neanche a fare i conti per capire come sia possibile arrivare alla scelta di una persona che non sia ridicola. Non sono capaci neppure di giocare sotto il tavolo”. Secondo Feltri, l’unico candidato possibile per il Colle fin dall’inizio della partita sarebbe dovuto essere Mario Draghi il quale, una volta diventato Presidente, avrebbe dovuto nominare un presidente del Consiglio “di sua fiducia. E’ chiaro – dice infatti – che la cosa che si doveva fare era prendere immediatamente Draghi e metterlo al Quirinale. Per il governo avrebbe scelto una persona di sua fiducia che sarebbe andata avanti nel segno della continuità con la sua politica. Questa mi sembrava e mi sembra la soluzione più normale”. Feltri, infine, boccia senza appello la ‘carta’ Casini: “Ho visto che Casini si sta dando moltissimo da fare, ma Casini è ‘nomen omen’. Ha cominciato come forlaniano, poi è diventato berlusconiano, recentemente è stato eletto nelle liste del Pd. Non so se meriti di rappresentare gli italiani”, conclude.

Ore 14.10: “Sul tavolo ieri, alla fine, la rosa si è ristretta a figure femminili, almeno due, oltre ovviamente a figure maschili. C’è stato un momento in cui sembrava potesse esserci una convergenza su qualcuna di queste figure femminili: io non ho mai menzionato nessun nominativo. Però alcune forze hanno opposto contrarietà rispetto ai nomi di cui abbiamo discusso. Pienamente legittimo, però il nostro sforzo è stato serio”. Lo ha detto ai cronisti il leader M5S Giuseppe CONTE.

Ore 13.59: “Abbiamo avuto difficoltà anche nel confrontarci con le forze di centrodestra in particolare, le abbiamo invitate a mettere da parte candidature di area culturale fortemente connotata, di destra, conservatrice, e le abbiamo spinte a confrontarsi su quelle figure super partes su cui abbiamo ragionato sin dall’inizio. Questo confronto è stato intenso, io e i capigruppo abbiamo perseguito sempre l’interesse dei cittadini cercando di tenere alta l’asticella”. Così il leader M5S Giuseppe CONTE, parlando con i cronisti. “E’ stata una trattativa molto complicata”, rimarca l’ex premier.

Ore 13.44: Era necessario “affrontare questo passaggio senza che ci fossero delle candidature che potevano spaccare il paese. Penso alla candidatura annunciata del presidente Berlusconi. E anche questo lo abbiamo ottenuto, anzi abbiamo ottenuto anche di indirizzare il confronto maturato in questi giorni verso candidature non di parte ma di alto profilo, autorevoli, super partes” con particolare attenzione “ad eccellenze femminili”. Lo ha detto il leader M5S Giuseppe CONTE, parlando ai cronisti fuori Montecitorio.

Ore 12.55: “Siamo molto soddisfatti dell’intesa sulla rielezione del presidente Mattarella, che segna un grande successo per il Paese, per il Parlamento, per la stabilità dell’azione del governo. La saldezza e l’unità del Partito Democratico sono state poste al servizio della Repubblica e delle istituzioni”. Lo dichiara Marco Meloni, coordinatore della Segreteria nazionale del Partito Democratico.

Ore 12.50: Alla riunione di maggioranza, da quanto si apprende, è stata trovata l’intesa sul Mattarella bis.

Ore 12.45: A quanto si apprende, durante il vertice di maggioranza Matteo Salvini ha proposto il nome del ministro della  Giustizia Marta Cartabia ricevendo però un rifiuto. Lo si apprende da  fonti parlamentari.

Ore 12.31: “Ho chiesto a tutti di togliere il  mio nome da ogni discussione e di chiedere al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la disponibilità a  continuare il suo mandato nell’interesse dell’Italia. Ne va del decoro e della dignità del Parlamento, delle  istituzioni”. Lo ha detto Pier Ferdinando Casini nel corso di una breve dichiarazione alla stampa, a Montecitorio. “Spero che oggi pomeriggio potremo confermare il presidente  Mattarella, a cui chiediamo questo supplemento di responsabilità, nell’interesse del Paese”, ha concluso il  parlamentare.

Ore 12.22: Si va verso la settima fumata nera. Ma i riflettori sono già puntati sul voto per il Quirinale che si terrà nel pomeriggio, l’ottava votazione. Secondo i numerosissimi rumors in Transatlantico, infatti, potrebbe essere quella giusta. Gruppi, grandi elettori e, soprattutto, i leader, sono in fermento. Riunioni, vertici, conciliaboli e capannelli: l’aria che si respira nel palazzo è quella delle ‘grandi’ vigilie. E il nome che rimbalza di bocca in bocca, sia davanti ai taccuini che nel più stretto anonimato, è quello di Sergio Mattarella. I più accaniti sostenitori del bis non nascondono il sollievo quando le agenzie battono le dichiarazioni di Matteo Salvini: “Una parte del Parlamento non vuole trovare un accordo, allora chiediamo a Mattarella di restare, l’importante è che Mattarella non sia percepito come un ripiego”, dice il leader leghista. E’ il via libera leghista che il ‘corpaccione’ di una parte dei centristi aspettava da tempo. Ma non sono gli unici: nel Pd sin dai primi giorni di votazione l’opzione Mattarella bis è stata tra le più caldeggiate. E ieri, fonti del Nazareno, a sesto scrutinio a vuoto concluso, invitavano a non ignorare la spinta che veniva dal Parlamento. Idem per i 5 stelle. Che il fronte pro Mattarella sia ampio e aumenti con il passare delle ore lo dimostrano i numeri: 336 voti ieri, scritti nero su bianco nelle schede che, almeno ufficialmente, avrebbero dovuto essere bianche. A settimo scrutinio ancora in corso, il tam tam indica in almeno (se non oltre) 400 i voti che otterrà Mattarella. Un prodromo alla rielezione, su cui in molti alla Camera sono pronti a scommettere: entro le 20 di oggi la fumata bianca.

 “Stasera si chiude”, confida Renzi ai suoi parlamentari. Dunque, salvo nuove sorprese e virate a cui queste frenetiche giornate hanno ormai abituato, la votazione del pomeriggio, l’ottavo scrutinio (che partirà alle 16,30, dopo la sanificazione dell’Aula), potrebbe essere quella decisiva. Se ieri sera, dopo lo stop alla possibile candidatura di Elisabetta Belloni (che si infrange contro i no di Matteo Renzi, Pd, una parte corposa dei 5 stelle, Leu e Forza Italia) la situazione sembrava essere tornata nel caos più completo, in mattinata e’ il grande ‘corpaccione’ centrista a muoversi: Totiani, i centristi di Lupi, gli azzurri, i renziani… si vedono, si riuniscono, delineano la strategia. E risalgono le chance di Casini. I rumors dell’avvio mattinata indicano che i centristi – assieme a una parte dem, che però non conferma – avrebbero deciso di ‘contarsi’ in Aula: ufficialmente è scheda bianca, ma l’indicazione sarebbe quella di ‘dividere’ i voti tra il nome di Casini e quello di Mattarella. Lo stesso Salvini non chiude: “Non abbiamo messo veti nei confronti di nessuno”, dice alla domanda su Casini. Anche se gli stessi centristi che stanno lavorando all’ipotesi Casini ammettono: “E’ molto improbabile che la Lega lo voti…”. E così, via via che scorre la mattinata, il nome di Casini sembra venir messo da parte, mentre salgono le quotazioni del bis. “Salvini propone di andare tutti a pregare Mattarella di fare un altro mandato da Presidente della Repubblica. Non voglio crederci”, è il commento lapidario di Giorgia Meloni. Anche i centristi – che fino all’ultimo provano a tenere il punto sull’ex presidente della Camera – sembrano accettare l’opzione bis: “Nell’ipotesi in cui i partiti non riuscissero a trovare una soluzione unitaria condivido il pensiero di coloro che, in queste ore, stanno ipotizzando di chiedere al Presidente Mattarella un ulteriore sacrificio”, dice il co-leader di Coraggio Italia Brugnaro. Dopo un iniziale rinvio, i leader della maggioranza che sostiene il governo Draghi si siedono tutti attorno al tavolo. Vertice invocato giorni fa da Letta ma che le condizioni di stallo e veti reciproci avevano finora impedito. Intanto Draghi ha avuto un colloquio poprio con il presidente della Repubblica, al Quirinale, al termine della cerimonia di giuramento di Filippo Patroni Griffi a giudice della Consulta. Il premier ha anche avuto una lunga telefonata con Salvini. Sul Quirinale si prevede una svolta in giornata? “Direi di si “, replica Giancarlo Giorgetti ai cronisti. E anche dentro Forza Italia si percepisce fermento: l’ala governista non digerisce l’indicazione di scheda bianca e si prepara a sostenere Mattarella se dovesse essere il nome su cui converge la maggioranza.

Ore 12.20: “Non voglio crederci”, dice Giorgia Meloni, a proposito della scelta di Matteo Salvini di convergere “tutti” su Mattarella. Fdi al sesto scrutinio ha votato Carlo Nordio. Ma a quanto si apprende, al settimo potrebbe valutare l’astensione. La decisione sarà presa nella riunione dei grandi elettori prima della votazione delle 16 e 30.

Ore 12.15: “Salvini propone di andare tutti a pregare Mattarella di fare un altro mandato da presidente della Repubblica. Non voglio crederci”. Lo scrive sui social la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni

Ore 12,10: “Finalmente le cose prendono la piega che avevo ampiamente previsto. Si va verso la riconferma del Presidente Mattarella. Per il bene del Paese”, dice all’Adnkronos, in Transatlantico, il deputato del Gruppo Misto Giorgio Trizzino, ex M5S.

Ore 12.00: Spero che “si trovi un accordo tra i partiti, e che i leader salgano al Colle non per chiedere a Mattarella la disponibilità ad essere rieletto, ma semplicemente per comunicargli la volontà di rieleggerlo”. Lo ha detto Primo Di Nicola, senatore del Movimento 5 Stelle, uscendo da Montecitorio.

Ore 11.42: “Ottimismo” di Matteo Renzi: ‘stasera si chiude’, ha detto il leader di Italia Viva ai suoi, raccontano fonti del partito.

Ore 11.40: “Oggi pomeriggio si può andare finalmente verso la chiusura. In questi minuti si stanno creando le condizioni trasversali per recepire i chiari segnali del Parlamento. Non perdiamo altro tempo, serve stabilità”. E’ quanto scrive sui social il sottosegretario M5S all’Interno, Carlo Sibilia.

Ore 11.38: “Una parte rilevante dei gruppi parlamentari Pd non sono contrari alla candidatura di Pierferdinando Casini”. E’ quanto fanno sapere fonti centriste Pd che seguono la questione Quirinale.

Ore 11.36: Le parole di Matteo Salvini sbloccano lo stallo e a Montecitorio scatta quell’accelerazione attesa da giorni. “A questo punto Mattarella va fatto nella votazione di oggi pomeriggio, non ha senso aspettare”, dicono fonti dem all’Adnkronos mentre i centristi che hanno lavorato fino all’ultimo, anche in queste ultime ore, per la candidatura di Pier Ferdinando Casini vedono sfumare la possibilità. Una previsione confermata dal fonti della maggioranza. ”Si può chiudere su Mattarella già stasera ”. In queste ore, spiegano le stesse fonti, c’è stato un tentativo di sondare la Lega sull’ipotesi Casini che non sarebbe andato a buon fine. ”Non ce lo vedo Salvini a votare Casini”, ammette la fonte coinvolta in prima persona nelle mediazioni: ”A questo punto, non c’è che il Mattarella bis”. Alle 14 intanto Salvini ha convocato i grandi elettori della Lega, prima della seconda votazione del pomeriggio.

Ore 11.21: Lega, convocati d’urgenza i grandi elettori. Il segretario Matteo Salvini li vedrà dalle 14.

Ore 11.20: “Il M5S ha un ottimo capo politico che sta gestendo con una riservatezza e una capacità che sono proprie solo di Giuseppe Conte. Evidentemente, tanti del M5S come tanti anche di altri partiti hanno votato Sergio Mattarella, perché ha fatto un ottimo lavoro soprattutto in quest’ultimo periodo. Noi, però, seguiamo le indicazioni di Conte, che è in grado di sbrogliare la matassa”. Così il senatore del M5S, Danilo Toninelli, parlando con i cronisti fuori da Montecitorio. “Potrebbe capitare e potrebbe rappresentare anche un segnale”, ha poi risposto a chi gli chiedeva se oggi cresceranno i voti per Mattarella.

Ore 10.52: La notte non ha portato consiglio e  la settima votazione per l’elezione del Quirinale, cominciata alle 9,30, va verso la fumata nera con la gran parte dei partiti di maggioranza che, dopo non aver partecipato alla prima chiama,  si asterranno alla seconda, a parte Iv e Leu che lasciano la  scheda in bianco. Ma Matteo Salvini sembra essersi convinto che è necessario un accordo tra i partiti che sostengono il governo  per arrivare ad eleggere il presidente della Repubblica. Un vertice tra i big era previsto prima dell’avvio della  votazione ma poi è stato aggiornato. “Conte non c’era” fa sapere  Matteo Renzi in Transatlantico. Fonti M5S fanno sapere che “il  presidente Conte e gli altri leader hanno convenuto di aggiornare più tardi in mattinata il vertice di maggioranza”. Si aspetta quindi la pausa tra la settima e l’ottava votazione per vedere se si riesce a chiudere un accordo in giornata ma nulla è scontato. “Il mio nome può essere sul tavolo solo se rappresenta un momento di unità e di convergenza. L’Italia viene prima delle nostre ambizioni personali”, chiarisce all’ANSA uno dei quirinabili, Pier Ferdinando Casini. Gli altri candidati sul tavolo dei leader invece tacciono. Enrico Letta, tornando a riunire i grandi elettori Pd, elenca lo stato dell’arte: “”Ieri si è ragionato di vari nomi, tanti, dal nome di Draghi, a Mattarella, la Cartabia, la Severino, la Belloni e gli altri come Amato e Casini. Attorno a tutti questi nomi si è cominciato a discutere. Poi ciascuno ha fatto delle verifiche a casa sua”. Da Fi è già stato mandato a Tajani di indicare il nome di Casini. Ma dal Pd sembra salire la spinta per il bis di Mattarella: “O c’è una intesa complessiva che tiene” altrimenti “il Parlamento ha una sua saggezza e assecondare questa saggezza è anche questa democrazia”.

Ore 10.50: “Letta è arrivato in una settimana a bocciare almeno 10 personalità di altissimo livello, mettendo in discussione perfino un profilo da lui proposto come quello da tutti stimato della direttrice del Dis” Elisabetta Belloni. Durante l’assemblea dei leghisti con Matteo Salvini, è questa una delle considerazioni emerse tra i dirigenti del partito. Per il partito di Salvini, a quanto si apprende “le incertezze, le fughe e i no di Letta sono un problema per l’Italia”.

Ore 10.49: “Ieri c’è stato come al solito un tentativo di fuga in avanti di Salvini sull’ipotesi di una discussione su dei nomi, Conte ha giustamente rimarcato che i nomi femminili erano ampiamente previsti nel tavolo di discussione del fronte progressista. Il M5S non ha fatto un nome, c’è stato un pasticcio comunicativo legato all’uscita di un post con tanto di nome”, dice in assemblea il capogruppo M5S alla Camera Davide Crippa, riferendosi (pur senza citarlo) al post di Beppe Grillo su Elisabetta Belloni.

Ore 10.48: “Scheda bianca”, questa l’indicazione ricevuta dai deputati M5S per il settimo scrutinio dell’elezione del Presidente della Repubblica.

Ore 09.56: I senatori della maggioranza che sostiene il governo Draghi o non hanno finora risposto alla

 chiama per la settima votazione per eleggere il presidente della  Repubblica o si stanno astenendo.

FLASH -QUIRINALE: CASTELLONE (M5S), ‘ASPETTIAMO CONTE, POTREMMO DECIDERE DI ASTENERCI’- FLASH

Ore 09.15: “Noi tenteremo di fare questo” accordo  per l’elezione del Presidente della Repubblica: “Dopo di che c’è la saggezza del Parlamento e assecondare la saggezza del  Parlamento credo sia anche questa democrazia”. Lo ha detto il  segretario Pd, Enrico Letta, alla riunione dei grandi elettori  dem. “L’equilibrio rappresentato da quelle due figure” del  premier e del Capo dello Stato “tiene solo se la logica del ne vincitori ne vinti è accettata da tutti. Questa logica ispira  noi, ma non tutti gli altri. Non capirlo significa non avere  idea di come trovare il bandolo della matassa, che può essere  trovato solo con un accordo complessivo”, sottolinea Letta.  “Altrimenti, mi sembra di capire che il Paramento abbia una sua  saggezza e la sua saggezza si sta esprimendo”. Un riferimento,  quello del segretario dem, ai voti espressi nelle scorse ore,  quando le Camere riunite hanno fanno convergere molti voti su  Sergio Mattarella

Ore 09.14: “Si è ragionato di vari nomi, tanti: dal nome di Draghi, a Mattarella, la Cartabia, la Severino, la Belloni e gli altri come Amato e Casini”. Lo ha detto – secondo quanto si apprende – il segretario del Pd Enrico Letta, aprendo l’assemblea dei grandi elettori Dem.

Ore 09.13: “Se c’e’ condivisione un voto chiaro in testa ce l’ho fra un ora. Ovviamente mi vedro’ con i segretari di Pd, M5s di Italia viva e gli altri”. Lo dice il segretario della Lega, Matteo Salvini, arrivando a Montecitorio. “Non faccio un nome perche’ se faccio un nome come Lega non va bene, se lo faccio come centrodestra non va bene e non va bene se raccolgo alcuni nomi che arrivano da Pd e 5 stelle. Saro’ l’ultimo a parlare”, aggiunge.

Ore 09.11: “Ieri grande successo nostro la mattina. Vi ringrazio perchè siete stati eccezionali nel fidarvi della tattica. E’ stata una vittoria che ci ha consentito di tornare alla casella di partenza”. Lo ha detto Enrico Letta ai grandi elettori del Pd.

Ore 08.55: L’ipotesi che la Lega possa votare Pierferdinando Casini per la presidenza della Repubblica “la vedo difficile”. Lo ha detto il vicesegretario federale del Carroccio, Lorenzo Fontana, ai microfoni di Porta a Porta. “Sarebbe curioso però che, dopo che la Lega e Salvini si è preso la responsabilità di proporre dei nomi di estrazione culturale di Forza Italia, Casini trovasse magari più voti dall’area di Forza Italia rispetto a quelli di oggi di Casellati o di tanti nomi di origine culturale o politica di Forza Italia che sono stati bruciati da Forza Italia stessa. Vorrebbe dire che quel movimento politico è in gravissima crisi, sarebbe abbastanza curioso perché noi la partita l’abbiamo fatta lealmente, anche per Berlusconi e Salvini ha cercato di tenere la coalizione più unita possibile” ha aggiunto Fontana.

Ore 08.11: Eleggere la direttrice dei servizi segreti al QUIRINALE sarebbe un “vulnus”; Italia viva non voterà Elisabetta Belloni se sarà il nome proposto. Così la capogruppo di Italia viva alla Camera Maria Elena Boschi su ‘La Stampa’, dove identifica in Pier Ferdinando Casini una possibile soluzione e non esclude il bis di Sergio Mattarella. “Non ho condiviso fin qui la strategia di Salvini – dice Boschi – ma spero che possa recuperare sul finale, nell’interesse del Paese”. Sull’ipotesi di un asse Conte-Salvini per far cadere il governo, la presidente dei deputati di Iv fa presente “che a Conte” convengono “le elezioni subito; non c’è alcun dubbio. Ma un conto sono i desideri, un conto è la realtà. Noi abbiamo fatto di tutto per evitare che si rinsaldasse l’asse giallo-verde”

Ore 07.50: E’ in programma alle 8.45 un’assemblea congiunta dei grandi elettori M5S su Zoom.

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