QUIRINALE: DOMANI NUOVO VERTICE CENTRODESTRA, SI PENSA A VOTO PER NORDIO

Ore 19,01: Domani, prima del terzo voto alla Camera per il Colle, il centrodestra dovrebbe tornare a riunirsi per valutare la strategia da tenere in Aula. Nel summit i leader dovranno decidere se votare già nel terzo scrutinio un nome della loro terna, si parla di Carlo Nordio, per verificare innanzitutto la tenuta della coalizione. Domani, a quanto apprende l’Adnkronos, dovrebbe essere indicato l’ex magistrato e poi si valuterà dalla quarta votazione in poi, quando il quorum si abbassa, se convergere su Elisabetta Alberti Casellati.

QUIRINALE. CONTE: NO DIRITTO PRELAZIONE, SERVE FIGURA SUPER PARTES

Ore 17,25: I nomi proposti dal centrodestra per il Quirinale “li rispettiamo e ci riserveremo di valutarli, però c’è una premessa da fare: se uno schieramento ha qualche voto in più ma non ha voti sufficienti, non può vantare un diritto di prelazione a eleggere un capo dello Stato di una certa area politica. Il nostro percorso è ben diverso: una figura super partes, di alto livello, che ci renda tutti orgogliosi”. Così Giuseppe Conte, leader del M5S, arrivando alla camera commenta i nomi di Letizia Moratti, Marcello Pera e Carlo Nordio proposti dal centrodestra per il Quirinale.

QUIRINALE: SALVINI, ‘MORATTI, PERA E NORDIO TERNA CHE PRESENTIAMO NESSUNO DI LORO HA UNA TESSERA DI PARTITO

Ore 16,47: “I nostri nomi sono Marcello Pera, Letizia Moratti e Carlo Nordio: è questa la nostra terna. Nessuno di loro ha una tessera di partito ma hanno ricoperto ruoli importanti”. Matteo Salvini nel corso della conferenza stampa del centrodestra svela i tre nomi della coalizione, che verranno candidati per il Colle.

QUIRINALE: CENTRODESTRA PROPONE CASELLATI, MORATTI, PERA, NORDIO E TAJANI

Ore 16,19: Elisabetta Casellati, Letizia Moratti, Marcello Pera, Carlo Nordio e Antonio Tajani. Sono cinque nomi della rosa di centrodestra che i leader alleati annunceranno a breve.

QUIRINALE: SINCRONIZZATO SUL ‘FUSO ORARIO’ DELL’AULA HA RIAPERTO ALLE 15 ANCHE IL SEGGIO SPECIALE

Ore 16,01: Sincronizzato sul ‘fuso orario’ dell’aula ha riaperto alle 15 anche il seggio speciale allestito per consentire il voto dei parlamentari positivi o in quarantena a causa del coronavirus. Rispetto a lunedì mattina, quando erano stati comunicati 17 casi, ieri sera il numero dei contagiati era salito a 22 ma oggi le richieste trasmesse agli uffici della Camera sono 16. E come ieri, il primo a presentarsi all’ingresso del parcheggio della Camera in via della Missione, dove sono state montate le strutture del drive in, è stato il senatore sardo di Fi Ugo Cappellacci il quale, non avendo un auto propria a Roma, è stato costretto a affittare un’ambulanza per poter raggiungere Montecitorio e votare.

* FLASH ORE 14,40: QUIRINALE: SLITTA ALLE 17.15 INCONTRO CONTE-LETTA-SPERANZA, VERO LISTA CANDIDATI- FLASH

QUIRINALE: CONFRONTO CONTE-DI MAIO IN CABINA REGIA SU VETO A DRAGHI

Ore 14,24: Il veto su Mario Draghi al Colle continua a dividere il leader del M5S Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri, già capo politico del Movimento, Luigi Di Maio. Ieri, raccontano fonti M5S presenti alla riunione all’Adnkronos, il tema sarebbe stato a lungo dibattuto tra i due nella cabina di regia convocata in serata. Nessuno scontro, viene assicurato, ma un confronto serrato, un ‘botta e risposta’ tra i due che ha monopolizzato parte della riunione.

Conte, raccontano, avrebbe spiegato che il veto non è sulla persona, che il profilo di Draghi è alto e autorevole, ma sarebbe un errore spostarlo da Palazzo Chigi, dove è stato messo per una mission che è ancora da portare a termine: lotta alla pandemia e Pnrr. Oltre a rimarcare come sarebbe difficile per il M5S entrare in un nuovo governo, perché se Draghi salisse davvero al Colle allora verrebbe meno il motivo che ha giustificato, anche agli occhi degli elettori pentastellati, la nascita del governo di unità nazionale.

Di Maio, dal canto suo, avrebbe rimarcato come mettere veti sarebbe un errore, perché il rischio è che il Movimento ne esca isolato, con le ossa rotte. Se Draghi resta a Palazzo Chigi, avrebbe ricordato inoltre Di Maio per far comprendere come il suo non sia un ragionamento di convenienza, io resto al mio posto, al ministero degli Esteri. Nessuna frizione, ma un confronto politico serrato. Dove però è difficile trovare un punto di incontro, perché ognuno, raccontano diversi presenti, sarebbe convinto delle proprie ragioni. Conte fermo sulla volontà di non cedere, “Draghi al Quirinale non lo vuole, raramente l’ho visto così convinto…”, spiega un presente. Quanto ai candidati del fronte progressista, per ora resta la convergenza con Pd e Leu su Andrea Riccardi, ma la questione con ogni probabilità tornerà sul tavolo dell’incontro, convocato alle 15, con Enrico Letta e Roberto Speranza. Subito dopo, Conte dovrebbe convocare una nuova cabina di regia.

QUIRINALE: IL CENTRODESTRA FA I NOMI. LETTA “ELEZIONE ENTRO VENERDÌ”

Ore 13,49: “Oggi non so dire un nome perché non c’è ma so che giovedì, massimo venerdì dobbiamo eleggere il presidente della Repubblica. Dobbiamo essere veloci, non è il momento dell’incertezza”. Enrico Letta, leader del Pd, lancia un appello affinchè entro le prossime 48/72 ore al massimo il Parlamento elegga l’erede di Sergio Mattarella. Ma dopo l’ondata di schede bianche di ieri (e che potrebbe ripetersi oggi alla seconda votazione alla Camera) lo stallo al momento appare totale, nonostante i numerosi contatti tra i big dei vari partiti di queste ore. Tiene banco sempre il nome di Mario Draghi, ma i nodi da sciogliere sono tanti e sono ovviamente legati a ciò che accadrebbe in seno all’attuale maggioranza nel caso in cui il premier diventasse il primo inquilino del Quirinale. “Noi riteniamo Draghi indispensabile per tenere insieme e unita una maggioranza che non è politica ma di unità nazionale, per sconfiggere il coronavirus e mettere in campo risorse e progetti legate al Pnrr. Senza di lui è impossibile tenere in piedi un governo di unità nazionale”, confessa il vicepresidente e coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani.

Quello di Pier Ferdinando Casini – che su Instagram scrive “La politica è la passione della mia vita” – è il nome che potrebbe mettere d’accordo tutti, e in merito Tajani dice che “Casini in questo momento non è un uomo del centrodestra”. Se ne saprà di più nel pomeriggio, quando il centrodestra annuncerà la propria rosa di ‘papabili’: secondo le ultime indiscrezioni sarebbero, oltre a Carlo Nordio, già sponsorizzato ieri da Fratelli d’Italia, la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, Marcello Pera, Letizia Moratti e Giulio Tremonti. Si cerca una figura condivisa per abbreviare i tempi. Non scalda per esempio la figura dell’attuale presidente del Consiglio di Stato ed ex ministro degli Esteri, Franco Frattini che, all’inizio del governo giallo-verde, si schierò al fianco dell’allora premier, Giuseppe Conte, che chiedeva lo stop delle sanzioni contro la Russia.

“Serve una figura che sappia unire il Paese, assicurare i mercati e che sia atlantista date le difficoltà tra Ucraina e Russia”, dice ancora Letta, che parteciperà nel pomeriggio a un incontro delle delegazioni di Pd, M5S e Leu presso il gruppo Pd della Camera. Si cerca una soluzione. O la carta a sorpresa che metta d’accordo tutti. Intanto i parlamentari di Europa Verde e Sinistra italiana escono allo scoperto: voteranno Luigi Manconi, già senatore della Repubblica e presidente della commissione parlamentare straordinaria per la tutela dei diritti umani e direttore dell’ufficio nazionale anti discriminazioni razziali.

QUIRINALE. M5S-PD-LEU CONFERMANO SCHEDA BIANCA PER SECONDA VOTAZIONE

Ore 12,20 : MoVimento 5 Stelle, Pd e Leu torneranno a incontrarsi oggi alle 15, per fare il punto della situazione. A quanto si apprende l’indicazione, anche oggi, sarebbe di confermare la scheda bianca.

QUIRINALE. ALLE 16.30 CONFERENZA STAMPA CENTRODESTRA, VERSO ROSA NOMI

Ore 11,54: È fissato per le 16.30 una conferenza stampa congiunta del centrodestra. In quella sede, a quanto si apprende, dovrebbe essere fatta una rosa di nomi. L’incontro con i giornalisti seguirà il vertice di centrodestra convocato negli uffici di Giorgia Meloni alla Camera. Stamattina, intanto, confronto tra Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti durante l’assemblea dei deputati della Lega.

QUIRINALE: INCONTRO CONTE-LETTA-SPERANZA ALLE 15,00

Ore 11,53 : L’incontro tra Enrico Letta (Pd), Giuseppe Conte (M5S) e Roberto Speranza (Leu), in vista della seconda votazione per il presidente della Repubblica, si terrà oggi alle 15. E’ quanto riferiscono fonti Cinque Stelle.

QUIRINALE: I DUBBI DI CONTE SU DRAGHI, E AI LEADER DICE ‘SE NUOVO GOVERNO VOTO ONLINE’                                                                                                                                    

Ore 10,39 : Al Quirinale serve un’ampia convergenza per arrivare a un arbitro. Giuseppe Conte è convinto che serva un accordo largo per convergere sul nome del prossimo Presidente della Repubblica. Il leader M5S lo avrebbe sottolineato in tutti gli incontri avuti ieri alla Camera, mentre nell’Aula di Montecitorio si è svolta la prima votazione sul Colle. Il presidente del Movimento Stelle avrebbe ribadito le sue perplessità (e quelle di una larga fetta di pentastellati) circa l’ipotesi di spostare il premier Mario Draghi da Palazzo Chigi al Quirinale. Un concetto espresso dall’avvocato di Volturara Appula nell’incontro serale con il cofondatore di Coraggio Italia Giovanni Toti: troppo complessa l’operazione, il senso del ragionamento dell’ex premier, perché le conseguenze sulla prosecuzione dell’azione del governo potrebbero essere imprevedibili, in un momento delicato per il Paese dal punto di vista economico e sanitario.

QUIRINALE: LEGA: NESSUNA TRATTATIVA SALVINI-DRAGHI SU GOVERNO

Ore 10,30 “Irrispettoso immaginarlo in questa fase. Discutere temi reali” Non è in corso alcuna trattativa tra il Senatore Matteo Salvini e il Presidente del Consiglio Mario Draghi a proposito di un presunto rimpasto. È infondato e irrispettoso per il Senatore Salvini e per il Presidente Draghi immaginare che in questa fase – anziché discutere di temi reali come caro-energia, inflazione, scenari internazionali, opere pubbliche o Covid – siano impegnati a parlare di equilibri di governo”. A proposito di Quirinale, “il Senatore Salvini è al lavoro su alcuni nomi – donne e uomini – di altissimo profilo. Nessuna confusione né perdite di tempo: la Lega vuole essere garante di stabilità, responsabilità e concretezza”.

QUIRINALE: SERRACCHIANI: FORTI NO CENTRODESTRA A DRAGHI, TENERNE CONTO

Ore 10,28 : “Con i nomi di parte non si arriva da nessuna parte. Finchè era impallato il centrodestra non era possibile dialogare, adesso questo dialogo si è aperto, ma ci sono dei no molto forti, c’è un no della Lega, di Berlusconi, della Meloni sul presidente Draghi che è molto forte, bisognerà tenere conto di tutto”. Lo ha detto la capogruppo del Pd alla Camera Debora Serracchiani parlando con i giornalisti davanti a Montecitorio. “Ci vogliono alti profili e persone che rappresentino un po’ tutti, noi abbiamo evitato di fare nomi nostri, se si parte dai nomi di parte non si arriva da nessuna parte”, ha concluso.

QUIRINALE: BORGHI (PD), TENERE CONTO GEOPOLITICA NELLA SCELTA

Ore 10,00 :”Condivido le osservazioni di Renzi sull’esigenza di mettere al centro le questioni geopolitiche nelle valutazioni sul Quirinale”. Lo dice il deputato e responsabile sicurezza del Pd, Enrico Borghi. “Come Pd lo stiamo dicendo da giorni, ed e’ importante che questa sensibilita’ si allarghi. Con quello che sta accadendo sul confine tra Russia e Ucraina, e per il ruolo dell’Italia nella Nato e nello scacchiere euro-mediterraneo, il nuovo Presidente della Repubblica deve essere senza discussioni filo Atlantico e senza alcuna ambiguita’ sulla Russia”, aggiunge Borghi. “Sono materie delicate e complesse, sulle quali non e’ consentito in alcun modo sbagliare ne’ equivocare”

QUIRINALE: LETTA MEDIA, CON SALVINI DIALOGO APERTO, SUL TAVOLO COLLE E NODO GOVERNO

Ore 09,59 :Malumori che sarebbero emersi anche nella chat dei deputati e, si riferisce all’Adnkronos, ben distribuiti tra le varie correnti. Ma che non preoccupano chi in queste ora starebbe lavorando a questa ipotesi. Se, è il ragionamento che fanno diversi parlamentari dem, i leader riuscissero a chiudere su un “pacchetto completo” Colle-governo sarebbe difficile anche per i più critici dire di no. Anche per questo, forse, nel pomeriggio l’ipotesi Draghi sembra sempre più prendere quota. Ma la situazione è ancora fluida: il nome di Casini resta sempre quotato. Senza contare che sullo sfondo resta anche il Mattarella bis. Che sia verosimile o meno, lo spin -che non arriva dal centrodestra- conferma che una trattativa effettivamente sarebbe in piedi. Su come si concluderà, i parlamentari d’esperienza non si spingono a prevederlo. Il gioco degli incastri tra i desiderata dei vari partiti sul governo, in caso di trasloco di Draghi al Colle, è un risiko ad alto rischio”. Nessuno vuole diminuire ma semmai ampliare la delegazioni di governo”. E a farne le spese dovrebbero essere i ministri tecnici. Girandola di voci nel Transatlantico strapieno del primo giorno del voto al Colle. Dove si guarda già alla giornata di oggi. “Quando ci vedremo sarà tutto più chiaro”, dice Matteo Renzi ai grandi elettori di Iv alla vigilia di una nuova giornata di incontri. Non si esclude che nella terza giornata di votazioni possa cambiare l’indicazione di votare scheda bianca.

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