L’elevato eccesso di mortalità registrato nei due anni di pandemia ha comportato una diminuzione della speranza di vita in quasi tutti i paesi europei, seppure di entità e durata differenziate. In Italia e Spagna il calo si è concentrato nel 2020 con un accenno di ripresa nel 2021.

In altri paesi, in particolare dell’Est europeo, la riduzione è stata accentuata soprattutto nel 2021. Alcuni, come Finlandia e Danimarca, non hanno registrato variazioni di rilevo nel biennio pandemico. E’ quanto evidenzia il Rapporto Annuale Istat.

Per l’insieme dell’Ue27 – sottolinea l’indagine – l’eccesso di mortalità è stato leggermente più elevato tra gli uomini, sia nel 2020 (+6,3% contro +5,0% per le donne) sia nel 2021 (+7,0% contro +6,5%).

Lo svantaggio degli uomini è stato osservato anche in Italia ma solo nel 2020, annullandosi nel 2021. In Italia, nel 2020, l’eccesso di mortalità si è manifestato a partire dalla classe di età 45-59 anni (+2,5%), superando l’11% a partire dai 70 anni.

Nel 2021, l’eccesso di mortalità è risultato simile a quello del 2020 nella classe 45-59 anni mentre è diminuito negli altri segmenti di età, soprattutto a partire dagli 80 anni, come accaduto anche in altri paesi che hanno avviato tempestivamente la campagna vaccinale tra gli anziani.

Print Friendly, PDF & Email