Le ultime elezioni amministrative, sono state gestite malissimo, tra assenze dei Presidenti di seggio sostituiti all’ultimo minuto, scrutatori reclutati nei bar davanti ai seggi, verbali scritti male e molte sezioni senza nemmeno una preferenza ai candidati (assurdità tra le assurdità).

IL DECRETO LAMORGESE/COLAO

Credo, che ormai siamo improrogabilmente ad un bivio, nella gestione del sistema di voto italiano, affermando decisamente, che sia giunto il momento di un analisi etico/politica proiettata verso il necessario cambiamento. A luglio del 2021, i ministri Lamorgese e Colao avevano firmato il decreto che individuava le modalità attuative per l’utilizzo del fondo per la sperimentazione del voto elettronico per le elezioni politiche, europee e per i referendum, proprio per coloro che si trovano fuorisede o residenti all’estero.

Un tema che sale alla ribalta ciclicamente per ogni tornata elettorale e che riguarda milioni di cittadini, studenti e lavoratori che si trovano all’estero. Secondo un recente studio Istat i fuorisede sono circa 3 milioni e gli elettori italiani all’estero sono 4.5 milioni, per un totale di circa 7 milioni, anche se la platea sembra essere molto più ampia.

SPID – SISTEMA PUBBLICO DI IDENTITÀ DIGITALE 

Quindi perché non utilizzare questo sistema anche per chi risiede in Italia. Digitalizzare l’espressione della democrazia dell’elettorato, adeguandosi ai recenti sistemi di identità digitale SPID, deve essere una delle prossime tappe nell’agenda del Governo, che non può non tener conto dei disastri, che elezione dopo elezione vengono a galla. Sarebbe bello pensare di poter esprimere il nostro voto o il nostro candidato preferito, da uno smartphone o da un PC, attraverso il Sistema Pubblico per l’Identità Digitale (SPID).

Oltretutto, questo significherebbe non solo dematerializzare, con la conseguente riduzione del consumo di carta, ma diminuire di gran lunga i costi di gestione delle elezioni. Sembra legittimo, quindi pensare che in Parlamento, in un futuro non troppo lontano, si possa cominciare a discutere la fattibilità di progettare un sistema di voto digitale, magari proprio tramite SPID, testando questa la modalità elettronica, magari su qualche referendum, così tanto per cominciare.

LE RICHIESTE SPID

La tecnologia informatica, con la recente pandemia è diventata un forte alleato del nostro “Sistema Paese” e quello che prima sembrava impossibile anche per le fasce della popolazione meno inclini all’uso della tecnologia, oggi è divenuto soprattutto per esigenze di lavoro e non solo, la normalità, vedi ad esempio lo Smartworking. Tra le altre cose, va ricordato, che le richieste di SPID ai vari gestori nel 2021 sono più che raddoppiate, raggiungendo un totale di 26,1 milioni di utenze attive a fine ottobre (erano 12,2 milioni a ottobre 2020), con oltre 431 milioni di accessi nel corso dell’anno (il triplo rispetto a un anno fa).

Ovviamente, il tutto tra mille garanzie per tranquillizzare gli elettori, per quanto riguarda il voto segreto, la raccolta dei dati e la loro protezione a probabili violazioni; ma non si tratta certo di proiezioni fantascientifiche, perché per tante cose questa tecnologia è già disponibile soprattutto per la Pubblica Amministrazione. Che aspettiamo, dunque, a fare un salto nel futuro.

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