Ammesso e non concesso, che si possa andare alle urne alla scadenza naturale della attuale legislatura, non passerà comunque molto tempo prima di decidere come sarà composto il prossimo Parlamento.

Scenari diversi con più soluzioni o strada già tracciata?

Ad immaginare un quadro il più verosimile possibile e supportato dai dati ricavati da consueti sondaggi è il sito di YouTrend. Su tutto, però, pesano due nuove variabili nate da recenti decisioni. L’abbassamento dell’età minima per poter esprimere il voto al Senato e la riduzione del numero dei parlamentari, cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle al Governo.

La legge elettorale attualmente in vigore, il “Rosatellum”, potrebbe essere anche quella che adotteremo per le prossime elezioni, con le variazioni dettate dalla variabile relativa al numero dei parlamentari di cui abbiamo appena accennato o si potrebbero aprire ulteriori scenari dopo l’elezione del Presidente della Repubblica.

Ad oggi, in particolare, i 230 parlamentari in meno disegneranno anche nuove mappe per i collegi uninominali. Infatti, secondo quanto riportato da YouTrend solo due regioni, l’Emilia Romagna e la Puglia potrebbero eleggere un numero di parlamentari a due cifre ( rispettivamente 11 e 10) all’interno di un unica circoscrizione elettorale.

Sicilia, Campania, Lazio, Veneto e Piemonte li divideranno in due, la Lombardia in quattro ed eleggerà nel complesso il maggior numero di deputati.  Sarà sicuramente più interessante per i lettori capire però quali schieramenti e quali partiti potrebbero far parte della partita nella nuova legislatura.

Proviamo quindi a leggere ed interpretare i dati proposti dalle simulazioni condotte da YouTrend in collaborazione con la società Cattaneo Zanetto & Co.

Il dato di partenza dal quale fare le proprie riflessioni sono le intenzioni di voto attuali. Nessuno che non abbia una sfera di cristallo, può dire oggi se verrà confermato il trend o se ci sarà uno stravolgimento nel consenso di uno o più partiti e di certo molto dipenderà anche da come verrà giocata la partita sul Quirinale. Ma assumendo che gli italiani siano ora radicati nelle loro preferenze, una serie di calcoli percentuali in relazione anche a dati precedenti, porta sostanzialmente alla formulazione di 3 scenari.

Come potrebbe essere composto il Parlamento?

Quello che salta subito agli occhi è che la coalizione di Centro sinistra insieme con il Movimento 5 Stelle avrebbe numeri sufficienti in entrambe le camere soltanto se a far parte del gruppo entrassero tanto Renzi quanto Calenda. In questo caso si avrebbero 210 seggi alla Camera e 107 al Senato ( tenete presente che la soglia di maggioranza per il Senato è indicata a 99 e per la Camera a 197). In una prima simulazione infatti si rileva che, senza Azione e  Italia Viva, la coalizione giallo-rossa conquisterebbe la maggioranza in Senato ma non avrebbe quella assoluta alla Camera ipotizzando la presenza di un terzo polo di centro in cui Renzi e Calenda andrebbero a braccetto con Berlusconi.

Il centro destra avrebbe possibilità di vittoria certa solo andando unito. Riunendo cioè Salvini, Meloni e Berlusconi a cui si aggiungerebbe la formazione di Toti e Brugnaro, Coraggio Italia. In questo scenario Azione e Italia Viva vengono accorpati in un centro riformista a fare da cuscinetto tra i due più larghi schieramenti. Sembra pertanto piuttosto evidente che l’ago della bilancia sia rappresentato da due formazioni che ad oggi gravitano intorno al 3% dei consensi. 

E qui si potrebbe giocare una nuova battaglia legate alle recenti dichiarazioni del Presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. Per lui la nuova legge elettorale dovrebbe prevedere il proporzionale e una soglia di sbarramento al 5%. Sulla base di quanto elaborato da YouTrend ci sarebbe da credere che i pentastellati daranno gran battaglia su questo tema. Di certo l’elezione del Presidente della Repubblica, per quanto sostanzialmente diversa nelle modalità, darà indicazioni sugli apparentamenti possibili nei mesi successivi.  

E questo ci dirà se Renzi e Calenda rimarranno l’ago della bilancia o se preferiranno essere inglobati in larghi schieramenti. Apparirebbe con molta probabilità che questo non possa accadere nell’area di centro sinistra dove la convivenza tra i due, o anche solo uno dei due, e il Movimento 5 Stelle non sembra essere possibile al grido di “O noi, o loro!”

 

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