Siamo ormai ai nastri di partenza per l’elezione del successore di Sergio Mattarella. Domani 24 gennaio 2022, il Parlamento si riunirà alle ore 15,00 in seduta congiunta per esprimere il primo voto per l’elezione del Presidente della Repubblica. Saranno in totale 1009 rappresentanti del popolo italiano composti da 630 Deputati, 315 Senatori eletti, 6 Senatori a vita e 58 delegati delle Regioni. Questi ultimi sono stati designati dalle votazioni dei consigli regionali ( 3 ciascuno, eccetto la Valle d’Aosta che ne ha indicato solo uno) e non ci sono state sorprese rispetto ai nomi. Prassi vuole, infatti, che siano i Governatori e i Presidenti del Consiglio ad ottenere la maggioranza dei voti. A loro in genere si aggiunge un delegato in carico alle opposizioni.

Cosa prevede la Costituzione

Il Titolo II della Carta Costituzionale italiana è dedicato alla figura del Presidente della Repubblica. A partire dall’art.83: “Il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. All’elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d’Aosta ha un solo delegato. L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta“, per arrivare all’art.91 “Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune”. 

Il prossimo lunedì 24 gennaio, quindi si procederà al primo scrutinio che richiede i 2/3 della maggioranza. Se ci dovesse essere convergenza sul nome saranno necessari 672 voti per procedere con l’elezione. Un caso molto raro, dal momento che nelle precedenti 12 volte, soltanto due Presidenti sono stati eletti al primo turno: Francesco Cossiga e Carlo Azeglio Ciampi. Andando ad oltranza, al quarto scrutinio sarà sufficiente raccogliere 505 voti per essere eletti.

Mattarella completamente fuori dai pronostici?

Sergio Mattarella è stato designato il 31 gennaio 2015, giurando poi il successivo 3 febbraio. Sette anni dopo in molti gli hanno chiesto di pensare ad un secondo mandato o almeno di rimanere in carica per un periodo transitorio. Questo perché, tra le tante voci, si è sollevata anche quella che vorrebbe Mario Draghi come suo successore. In questo caso l’attuale Presidente del Consiglio sarebbe obbligato a lasciare il posto chiudendo anticipatamente l’attuale legislatura. Dopo, un accordo per il nuovo Premier o l’apertura delle porte ad elezioni anticipate.  Una soluzione che sembrava comunque tramontata se non fosse per alcuni rumors che riportano in auge la richiesta a Mattarella di considerare la possibilità di un secondo mandato.

Quanto conta l’età del Presidente della Repubblica

L’art. 84 della Costituzione, prevede che possa “essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d’età e goda dei diritti civili e politici”, senza distinzione di sesso, aggiungiamo noi. Eppure, molto spesso l’età, al momento dell’elezione, ha superato ampiamente questa soglia. Soprattutto nelle ultime 4 elezioni. Nel 1985 fu eletto il più giovane Presidente della storia, Cossiga, aveva 57 anni. Dopo di lui però tutti  superano soglia 70, terminando il mandato da ottuagenari. Tra i nomi proposti in queste ultime settimane, c’era quello improbabile e scandaloso di Silvio Berlusconi, che però fortunatamente si è ritirato dalla competizione, mentre potrebbe presentare una assoluta novità l’elezione di una donna.

Più giovane nel caso dell’attuale guardasigilli Marta Cartabia, in linea con le ultime scelte, invece, il profilo di Maria Elisabetta Alberti Casellati nata nel 1946. Proprio per una questione di “primavere” sembra assolutamente fuori da ogni gioco la senatrice novantunenne Liliana Segre che, con una certa responsabilità ha già declinato più volte la possibile candidatura.

Il voto segreto lascia spazio alla più ampia immaginazione di chi scrive e tenta di trovare una rosa di candidati ma anche a quella della fitta di rete di contatti che stanno tessendo i partiti per raggiungere un accordo che metta tutti d’accordo. Uscirà un nome a sorpresa? Inizieremo a scoprirlo da lunedì 24 gennaio.

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