Di Maio se ne va e con lui, il seguito di coloro, che rinnegando la loro provenienza e chi ha lavorato tanto per metterli dove sono, hanno preferito rincorrere altri obiettivi. Comprensibile! Ma decisamente appartenenti a coscienze ormai morte.

Conferenze stampa che ci mostrano una girandola di anime assenti, di facce false e personalità sottocutanee, in una continua gara, di preconcetti artefatti e di inequivocabile circostanza. Insomma personaggi che si rifanno il trucco attraverso piccoli eserciti di asserviti, di gente meschina, che non sa né cos’è il pudore, né cosa significhi il confronto continuo con i cittadini, proprio perché si credono ormai potenti e gli va bene, anzi benissimo, essere distanti dal popolo e dalle sue vere e reali esigenze.

Perfetti e inutili buffoni, che non si fermano nemmeno a guardare la devastazione del Paese, pieni di se stessi e senza quel senso di vergogna che dovrebbe far emergere una coscienza viva e combattiva, rispetto alla meschinità della propria codardia.

Mi vergogno un poco, e mi fa male, vedere coloro che conoscevo e ho sostenuto, ridotti come animali a spolparsi tra di loro gli ultimi brandelli di una dignità perduta, e mi fa ancora più male vedere che c’è chi continua con le stesse modalità come se ciò che gli succede intorno sia del tutto relativo.

Direi che se veramente teniamo al Movimento 5 Stelle, tutti e dico tutti, dovremmo smetterla di distruggere e cominciare a costruire, a proporre invece di inveire, ad ascoltare anziché vomitare parole inutili inneggiando a scenari futuri come fossero la manna dal cielo e dare così una speranza a tutti quelli che ancora sperano e credono nei dialoghi piuttosto nei monologhi.

Perché il tempo è tiranno, gli istanti finiscono e svaniti i momenti ci divideremo gli spazi e quando finiranno gli spazi ci spezzetteremo le idee ed infine i sogni.

E quando in ultimo non ci sarà rimasto nulla, ci spartiremo soltanto la noia e terminata la noia… un bel vaffanculo e ognuno per la sua strada!

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