Dalla Commissione Occupazione e Affari sociali dell’Europarlamento è arrivato un primo via libera a una direttiva europea sul salario minimo.

Sono stati accolti il contributo e gli stimoli del Movimento 5 Stelle, al fine di assicurare un livello minimo di protezione dei salari.

Un passo in avanti per la riduzione delle disuguaglianze e per contrastare il dumping sociale.

Intanto al Senato va avanti l’iter della proposta del M5S sul salario minimo per aumentare gli stipendi dei lavoratori. Uno strumento che esiste in quasi tutta Europa e non in Italia, il Paese in cui negli ultimi 30 anni i salari si sono abbassati al contrario di quanto avviene altrove.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha usato parole chiare, richiamando le Istituzioni a “combattere” il lavoro mal retribuito e lo sfruttamento. Noi non abbiamo bisogno di rispondere “presente” a questo appello, perché siamo sempre stati e continueremo ad essere in prima linea su questo fronte.

Fuori dalla bolla degli addetti ai lavori c’è una realtà fatta di tanti giovani che vanno avanti con stipendi ridotti a rimborso-spese che non permettono nessun progetto di vita o anche solo di comprare una casa o un’auto.

C’è un esercito di lavoratori che guadagna ogni ora l’equivalente di quello che si spende per due o tre caffè.

Così in un post il Presidente Giuseppe Conte sulla sua pagina Facebook

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