Si avvicina la data per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica Italiana e, come normale che sia, inizia la corsa al toto-nomi. In un momento di particolare criticità per il nostro Paese si sono già fatte molte ipotesi, compresa la possibilità di un secondo mandato per Sergio Mattarella.

Un mandato che però lo stesso Presidente ha già detto di non voler fare, chiudendo la sua esperienza al Quirinale ad inizio 2022. 

IPOTESI SUI NOMI

Nella probabile rosa dei nomi che sono stati fatti circolare fino ad oggi  si tratta per lo più di esponenti politici di sesso maschile. Uno soltanto fino ad ora il passaggio con alcune indicazioni che sono andate nella direzione di Marta Cartabia, la giurista che dal 13 febbraio 2021 ricopre il ruolo di Ministra della Giustizia nel governo Draghi, in quella della Presidente del Sentato Maria Elisabetta Alberti Casellati, in carica da inizio legislatura e di Liliana Segre, Emma Bonino o Lorenza Carlassare.

LA DISPUTA

Accade anche, da qualche anno a questa parte, che nella disputa venga inserito il nome di Rosy Bindi. Idea che possiamo ipotizzare venga rilanciata ogni qual volta si renda opportuno fare menzione di un candidato di sesso femminile, giusto per equilibrare le parti.

Sembrerebbe essere dello stesso avviso la stessa ex deputata di area DEM, che nel corso della sua carriera ha ricoperto numerosi ed importanti incarichi istituzionali. Leggendo un’intervista rilasciata al quotidiano ‘La Stampa’, la Bindi si ritiene gratificata che qualcuno abbia pensato lei per corsa verso il Quirinale ma aggiunge “devo dire che me lo sto gustando, siccome so che non accadrà, non sono neanche accompagnata dalla preoccupazione e dai polsi che tremano solo all’idea di dover ricoprire una responsabilità così alta”.

Resta però il fatto che, oltre ai nomi che escono per essere “bruciati”, come di dice in gergo, ad oggi non si è mai presa in considerazione sul serio l’idea che a guidare il nostro Paese possa essere una figura femminile.

Eppure donne di alto profilo, sia nelle Istituzioni che nella società civile, ne abbiamo avute non poche. L’ex presidente della commissione antimafia, sul fatto che possa essere arrivato il momento di pensare ad una carica in rosa, ha poi affermato: ”Questo lo ripeto da anni fino alla noia. E trovo siano un’anomalia gli appelli in tal senso, dovrebbe essere normale prendere in considerazione questa ipotesi”.

L’INTERVENTO DI PATUANELLI

Sull’argomento è intervenuto anche il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli.

A margine del Consiglio Agricoltura a Bruxelles, alla immancabile domanda sulla linea del Movimento 5 Stelle per il Colle, ha risposto che non è ancora possibile fare ragionamenti compiuti a riguardo, come già dichiarato dal Presidente Conte, ma che personalmente vedrebbe molto bene una donna al Quirinale.

LA PETIZIONE DEL “FATTO QUOTIDIANO”

Non vogliamo dimenticare la petizione del Fatto Quotidiano per indicare nella Senatrice Liliana Segre la candidata ideale, oppure la possibilità per la giurista Lorenza Carlassare. Ma qui appare opportuno fermarsi anche a riflettere sul fatto che questi grandi profili, oltre alla stima, portano in dote un’età avanzata. A 90 anni e più, può apparire fin troppo oneroso in termini di impegno rappresentare un Paese come l’Italia.

Dovremo quindi attendere quando saremo a ridosso del prossimo febbraio, per capire se si aprirà uno spiraglio che porti ad abbattere un altro tabù politico sulle donne.

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