L’allarme è stato lanciato dalla Società italiana di chirurgia (Sic) per la drammatica situazione degli interventi operatori che nelle regioni italiane si sono ridotti dal 50 % all’80%.

LA DENUNCIA

I medici denunciano che spesso non è possibile operare neanche i pazienti ammalati di tumore, perché non si ha la disponibilità del posto di terapia intensiva nel decorso postoperatorio.

Tutto questo, a causa degli ampi spazi che le Aziende Ospedaliere, sono costrette a destinare al ricovero di pazienti che hanno contratto il virus del Covid19.

Con questa tendenza si sta assistendo all’aggravamento delle patologie tumorali, che spesso arrivano tardi in ospedale e sono ormai inoperabili. 

I POSTI LETTO

Per quanto riguarda i posti letto di chirurgia, la situazione non cambia, ormai nei reparti i ricoveri risultano dimezzati, le terapie intensive riconvertite per i pazienti Covid19, e gli infermieri e gli anestesisti delle sale operatorie trasferiti ai reparti dedicati alla cure Covid19.

In questo modo, l’attività chirurgica in tutta Italia è stata ridotta nella media del 50% con punte dell’80%, riservando ai soli pazienti oncologici e di urgenza gli interventi, ma spesso non è possibile operare neanche quelli.

Una situazione drammatica, che mette in luce le carenze del nostro sistema sanitario nazionale che non è riuscito a smaltire le liste di attesa, che si sono accumulate negli anni e che con molta probabilità continueranno ad allungarsi a dismisura”.

IL GOVERNO

Come al solito, siamo sempre il Paese delle emergenze e mai della programmazione e questo, ci posiziona sempre come fanalino di coda in vari settori, rispetto ad altri capitali europee.

La situazione Covid19, varianti e contagi sta sfuggendo di mano al Governo Draghi, dove le manovre per la scelta del Presidente della Repubblica, stanno interferendo su scelte, che per accontentare tutti i partiti, non hanno dato il giusto peso alla gravità di questo contesto sanitario ormai al collasso.

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